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Confartigianato, costruzioni in calo in Liguria: il savonese maglia nera tra le quattro province

Figoli (Confartigianato): "Alcuni spiragli di luce, ma il settore è ancora in sofferenza. Necessari più coordinamento e meno burocrazia"

Liguria. Luci e ombre sul settore artigiano delle costruzioni in Liguria. L’ultima dinamica mostrata dall’ufficio studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere, relativa al terzo trimestre 2016 sullo stesso periodo del 2015, mostra un calo pari all’1,4 per cento. Ma si tratta di un calo stabile, se confrontato con quello registrato nel trimestre precedente, e ancora una volta il meno marcato d’Italia, dove si evidenzia invece una più ampia flessione del 2,3 per cento.

La Liguria mostra dunque di reggere all’interno di un panorama complessivamente negativo, che interessa tutto il territorio nazionale: le macroaree che registrano gli andamenti peggiori sono le Isole (-2,7 per cento) e il Centro (-2,5 per cento), mentre, guardando alle singole regioni, i cali più marcati si trovano in Abruzzo (-3,8 per cento), Molise (-3,6 per cento), Valle d’Aosta e Sicilia (-3,1 per cento).

A fronte di una flessione allargata a tutta Italia, i dati sull’occupazione nel settore sono in crescita in sole quattro regioni, tra cui la nostra. Spicca la Provincia autonoma di Bolzano con un +14,8 per cento, seguita dal Molise (+4,2 per cento) e poi proprio dalla Liguria, al terzo posto con un aumento del 2,6 per cento. Trend leggermente positivo anche in Lombardia: +0,6 per cento. Nel resto d’Italia (la media nazionale segna un -4,5 per cento), l’andamento è opposto, con cali particolarmente decisi nelle Marche (-15,4 per cento), in Sardegna (-11,2 per cento) e in Piemonte (-9,3 per cento).

“Ci sono alcuni dati positivi in Liguria, che devono però stabilizzarsi – commenta Paolo Figoli, presidente di Confartigianato Anaepa Costruzioni Liguria – e non possiamo ancora affermare quindi che il nostro settore ha superato l’emergenza: sull’andamento dell’occupazione potrebbe incidere infatti la partenza dei lavori per importanti infrastrutture pubbliche, come il caso del Terzo Valico o della Variante Aurelia nello spezzino”.

In Liguria le costruzioni contano 21.416 microimprese artigiane, così distribuite nelle singole province: 10.830 sul territorio genovese (-1 per cento rispetto al terzo trimestre 2015), 4.644 a Savona (-2,35 per cento), 3.692 nell’imperiese (-0,6 per cento), 2.250 alla Spezia (-1,8 per cento).

“Quel che è certo – aggiunge Figoli – è che in Liguria le costruzioni hanno bisogno di un deciso rilancio, sia nel settore pubblico, sia nel privato. Un rilancio che deve partire prima di tutto da un alleggerimento della burocrazia e da un migliore coordinamento tra uffici, troppo spesso cause di perdite di tempo e di denaro per le nostre imprese. Senza dimenticare che la chiusura delle Province ha determinato un calo delle figure professionali in grado di portare avanti pratiche e documentazioni, comportando quindi un ulteriore allungamento delle tempistiche”.

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