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Savona, i tagli al bilancio “chiudono” Palazzo Santa Chiara: si cercano soluzioni a costo zero

Il passaggio chiuso per non sostenere i costi legati ad apertura e chiusura dei cancelli. Ma già in giornata potrebbero esserci novità

Aggiornamento – IVG.it ha messo in contatto l’istituto di vigilanza ed il Comune trovando una soluzione “a costo zero”: clicca qui per sapere come è finita

Savona. Il cancello è nuovamente sbarrato, come una volta. “Siamo tornati indietro di anni”, è il lamento sconsolato di qualcuno. A circa due anni dalla sua riapertura, il passaggio di Palazzo Santa Chiara è nuovamente chiuso: colpa, ancora una volta, del bilancio in rosso del Comune di Savona.

Quel passaggio, da via Pia a piazza del Duomo, era stato riaperto nel dicembre 2014 dopo tanti anni di abbandono. Una soluzione per certi versi “di ripiego” (asfalto decorato per terra, pannelli neri a sbarrare le porte) che non aveva mancato di suscitare critiche da parte di una fetta di savonesi, che avrebbero preferito un recupero più “rispettoso” della storia e della bellezza del palazzo; nonostante ciò, quell’intervento aveva restituito alla città, a costi ridottissimi, quantomeno il passaggio tra due zone chiave del centro storico.

E la creatività dei savonesi aveva fatto il resto: per tentare di abbellire per quanto possibile il chiostro erano nate anche iniziative originali come, ad esempio, il “kissing point” (un punto rosso per terra destinato ai baci) oppure l’apprezzato book-crossing, una libreria allestita dall’associazione AltreMenti nella quale chiunque poteva prelevare un volume depositandone un altro.

Iniziative che, almeno per ora, sembrano destinate a spegnersi: quel passaggio, infatti, è nuovamente chiuso. Troppo onerosi, per le asfittiche casse comunali, i costi relativi all’apertura e alla chiusura del passaggio: 3600 euro più iva che, in tempi di “vacche magrissime” e Corte dei Conti, è obiettivamente meglio destinare altrove. Per questo ad ottobre il contratto con l’istituto di vigilanza che si occupava di apertura e chiusura è terminato. Inizialmente si è tentato di lasciare aperti i cancelli 24 ore su 24, ma sono bastati venti giorni per capire che era una opzione non percorribile tra pannelli sfondati, escrementi e danni al palazzo.

Così non è rimasto che richiudere quel lucchetto. Con i libri, tristemente, appoggiati per terra in una scatola da scarpe. Una soluzione drastica che non ha mancato di suscitare critiche in città: e tra chi accusa la giunta Caprioglio di aver scelto la soluzione “più semplice” senza sforzarsi c’è l’ex vicesindaco Livio Di Tullio. “Come si vede, i famosi sprechi che faceva la precedente Giunta corrispondevano in realtà a servizi offerti ai Cittadini (ma di questo parleremo con più calma) – scrive su Facebook – Sono comunque tempi di vacche magre e questo è vero. Però, scusate, questa Giunta qualcosina non la imbrocca.

Se non hanno i soldi per una guardiania esterna, possono utilizzare il personale del Comune, i messi per esempio o altri. Oppure trovare altre soluzioni. Non può essere un problema irrisolvibile ma l’impressione che si ha è quello che preferiscano la soluzione più semplice. Chiudere. Così non fanno mica un dispetto a noi che quel passaggio lo avevamo aperto. Lo fanno alla Città”.

Un post che ha smosso più di un savonese, ormai affezionato a quel passaggio e al suo book-crossing. Tanto che l’assessore Maurizio Scaramuzza ha iniziato a muoversi alla ricerca di soluzioni “a costo zero” per riaprire il palazzo, magari con un accordo con commercianti, associazioni o volontari disposti a prendersi l’incarico.

Anche la redazione di IVG si è attivata, trovando alcune soluzioni senza costi e attuabili in poco tempo: clicca qui per sapere come è finita

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