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Confronto aperto sui Centri Storici Finalesi: le proposte di WWF e Legambiente

Il rappresentante degli ambientalisti ha fatto alcune prime considerazioni con l'intento di aprire un confronto costruttivo per far emergere proposte efficaci

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Finale L. La Consulta Comunale “Ambiente e disciplina del territorio”, di Finale Ligure, ha iniziato ad affrontare un importante argomento: “Situazione dei Centri Storici – proposte e ipotesi risolutive”.

Il rappresentante di Legambiente e WWF, in seno alla Consulta, ha ritenuto opportuno fare alcune prime considerazioni e, con l’intento di aprire un confronto costruttivo, ha comunicato le stesse al Sindaco con la speranza di far emergere proposte efficaci, indirizzate alla soluzione di una parte importante dei problemi della Città. “I Centri Storici, a partire da Finalborgo (uno dei “Borghi più Belli d’Italia”) sono il volano dell’economia turistica” fanno notare gli ambientalisti finalesi.

Queste le proposte per le diverse zone di Finale. Rione Borgo: “La riapertura del Teatro Aycardi, attesa ormai da troppo tempo, darebbe finalmente la possibilità di utilizzare uno spazio culturale di grande prestigio. La sistemazione di Via Bechignolo, e il ripristino del passaggio storico da Porta Romana a Castel San Giovanni, onorerebbe impegni assunti già da molto tempo per un recupero di viabilità assurdamente interrotta”.

“Castel San Giovanni e Castel Gavone hanno grandi potenzialità sotto il profilo turistico-culturale e la loro gestione non può essere saltuaria, ma richiede programmi certi di visite guidate, almeno settimanali, e per tutto l’arco dell’anno. Alla sistemazione di Porta Testa dovrebbe seguire a breve il recupero di Porta Reale: un ingresso al Borgo medievale che presenta segni di intollerabile degrado e Via Annunziata rimane l’ultimo percorso da restaurare all’interno delle mura. Il patrimonio di “Arte Sacra” non può più, dopo troppi anni, rimanere nascosto (come i tesori dimenticati nei caveaux delle banche). Gli antichi oggetti preziosi, i quadri, i tessuti, i paramenti di grande valore storico-artistico devono ritrovare una nuova vita. La mostra della gloriosa“Marineria Storica del Finale”,da 11 anni dimenticata nei magazzini in S. Caterina,deve trovare un suo spazio espositivo. Devono essere riorganizzati: la gestione degli spazi pubblici, l’arredo urbano, la raccolta dei rifiuti(con il “porta a porta” o altri sistemi efficaci,tenuto conto che oltre la metà dei rifiuti urbani Finalesi è indifferenziata e va in discarica, con elevati costi ambientali e sociali)”.

Rione Marina: “E’ necessaria una verifica continua e programmata dei basolati sconnessi presenti nelle vie centrali, unitamente ad una gestione puntuale delle fioriere ora in stato di abbandono. E’ prioritario promuovere con nuovi incentivi il recupero delle facciate dei palazzi storici: opere d’arte con segni di degrado tali da rappresentare un danno per l’immagine della città. Tutti i cittadini vorrebbero sapere i motivi per i quali ormai da troppi anni è nascosta da ponteggi la meravigliosa facciata della Basilica di S. Giovanni e perchè il Teatro Domus è ancora coperto con vecchie e pericolose lastre di eternit. E’ necessario sapere quali procedure siano in corso per il recupero dello storico Teatro Sivori, tenuto conto del fatto che il Rione più popolato di Finale non solo non ha più un teatro, ma neanche un cinema, né un centro sociale (Borgo e Varigotti hanno biblioteche ottimamente funzionanti). La passeggiata sul fronte mare presenta ancora decine di buchi negli asfalti e nei ciottolati. I giardini meritano una gestione più accurata delle aiuole fiorite, potenziando i controlli (anche con videosorveglianza) per punire le persone incivili che le danneggiano. Castelfranco (come Catel Gavone e Castel S. Giovanni) necessita di un programma preciso per la sua gestione e, riprendendo i progetti del compianto Ing. Renato Testa, realizzare l’ascensore che ne agevoli l’accesso (nei mesi scorsi il piccolo Comune di Celle Ligure ha inaugurato un comodo ascensore pubblico che mette in comunicazione la zona mare con la parte alta del paese)” spiega il rappresentante di Legambiente e WWF in seno alla Consulta Comunale “Ambiente e disciplina del territorio” Gabriello Castellazzi.

Rione Pia: “Nell’attesa dell’attuazione dei progetti di riqualificazione delle vie storiche (Via Porro, Via Drione, Via Molinetti, Via Santuario) e di Piazza Abbazia, è da rilevare l’insostenibile degrado di tutto il tratto di passeggiata fino all’area del molo (problema che si trascina da troppi anni). La recente decisione di abbattere altre bellissime palme ( che probabilmente potevano essere curate come quelle presenti davanti al Boncardo e all’ex-Colonia Lancia) fa aumentare in modo pericoloso il numero di palme sacrificate proprio a Finalpia. Aumenta così a dismisura, in tutto il nostro Comune, il numero di piante sradicate e non sostituite, ignorando quanto prevede il “Regolamento del verde urbano”” aggiunge Castellazzi.

Rione di Varigotti: “Il centro storico deve trovare un nuovo equilibrio con la sistemazione, a ponente, di tutta la vasta area dell’ex-ferrovia. A levante, una gestione più attenta del promontorio di Punta Crena ( il più suggestivo della Liguria) porterebbe grandi vantaggi in tutto l’arco dell’anno. Invece oggi alcune piante abbattute ne ostacolano i sentieri e i cartelli turistici sono tutti danneggiati. Il sistema di illuminazione, sui gradoni che dalla base porta al belvedere, è da tempo distrutto. Sono anche scomparsi i cartellini che segnalano la presenza delle specie tipiche della nostra Riviera. Nell’apprezzare il coraggio della Consulta Comunale per aver voluto affrontare un tema così vasto e delicato si spera in un dibattito sereno che porti a risultati concreti” conclude il rappresentante di Legambiente e WWF.

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