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Andora, Demichelis contro il nuovo orario dei treni: “Pendolari e cittadini delusi dopo 12 anni di attesa”

Appello del sindaco a Regione e Rfi: "La stazione di Andora ha una posizione strategica nel ponente"

Andora. “Andora ha atteso 12 anni e subìto gravi disagi per avere oggi una pseudo stazione dove fermano una manciata di treni. E’ una mancanza di rispetto verso i cittadini e i pendolari che mi hanno già espresso tutto il loro disappunto. E’ un disservizio a cui va assolutamente posto rimedio”.

Questo il giudizio del sindaco di Andora, Mauro Demichelis, sull’orario ferroviario pubblicato nei giorni scorsi e che entrerà in vigore dal 12 dicembre prossimo. La fermata di Andora risulta fortemente sottoservita rispetto ad altre stazioni della zona che hanno simili bacini di utenza.

Facendo una semplice consultazione sul sito di Trenitalia e cercando dopo il 12 dicembre, sono pochi i collegamenti diretti “da e per Genova” che fermano ad Andora. In alcuni casi, il rapporto con le stazioni vicine è di 2 a 10 treni. Non si parla solo di intercity, ma anche di quei treni regionali che portano i viaggiatori direttamente da Andora a Genova e viceversa, senza l’obbligo del cambio a Savona che allunga i tempi.

“Invito RFI e Regione Liguria a comprendere che la fermata di Andora ha una posizione strategica nel Ponente – spiega Demichelis – per la sua vicinanza all’uscita autostradale, punto di arrivo delle aziende di trasporto pubblico di due province e nodo di congiunzione con la futura pista ciclabile. I cittadini hanno riposto nel raddoppio molte aspettative che rischiano di rimanere disattese: molti speravano di poter andare al lavoro o a scuola in treno. Ci chiediamo come saranno giustificati gli ingenti fondi pubblici spesi, se poi a questi non corrisponde un miglioramento dei servizi, se la viabilità stradale non è alleggerita e non si rende Andora più accessibile ai turisti?”.

La stazione di Andora, ricorda il sindaco, serve tutta la Valle del Merula per un totale di 8.540 residenti che diventano anche 70mila nel corso dell’estate che l’arrivo dei turisti. Demichelis riconosce che molto è stato fatto negli ultimi due anni, sia dalla Regione che da RFI, ma nutre anche qualche preoccupazione sulla realizzazione delle opere accessorie al raddoppio.

“Nel 2014, quando sono stato eletto sindaco, davanti alla galleria del raddoppio, c’era solo un alto cumulo di terra – dice – molto è stato fatto e velocemente da RFI e Regione, ma la storia di questa tratta non finisce con il taglio del nastro inaugurale a dicembre. Malgrado RFI abbia dichiarato che effettuerà i lavori, le convezioni e gli accordi firmati in passato, non c’è ancora certezza sui fondi a disposizione per opere quali parcheggi, collegamenti viari e con la futura pista ciclabile. Non vorrei che il raddoppio rimanesse per gli Andoresi sinonimo di disagi e un eterno cantiere”.

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