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Nuotare per crescere

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Muscoli in movimento.
Il nuoto coinvolge tutti i muscoli del corpo, stimola l’apparato respiratorio e allontana il pericolo della scoliosi. Durante l’infanzia e l’adolescenza si verificano le più importanti modificazioni biologiche e scheletriche di un uomo e il nuoto fa sviluppare in modo armonico l’apparato muscolo-scheletrico del bambino, in quanto sviluppa ugualmente entrambe le sezioni, la destra e la sinistra e contemporaneamente sia gli arti inferiori che quelli superiori: nuotando ogni muscolo del corpo è in movimento. Il nuoto si pratica in piscine coperte la cui lunghezza può variare dai 25 ai 50 metri (queste ultime sono dette olimpioniche perché in queste vengono disputate le gare olimpiche) e nell’ambito di questa disciplina sportiva esistono 5 stili che sono: lo stile libero, la rana, il dorso, il delfino e la farfalla che differiscono gli uni dagli altri per la tecnica eseguita, cioè un diverso movimento degli arti superiori e inferiori con diversa sincronia tra loro

Quando iniziare il nuoto.
Non esiste un’età specifica per iniziare a nuotare. Sia pure sottoforma di gioco, il bambino può entrare subito in confidenza con l’acqua, perché è un elemento a cui è abituato. Nei primi quattro mesi di vita infatti, il neonato mantiene il riflesso natatorio sviluppato nel liquido amniotico: può essere quindi positivo cercare di far nascere nel bambino l’amore per l’acqua il più presto possibile. Durante il primo anno di vita il bambino può prendere confidenza con l’acqua in presenza di almeno un genitore; intorno a 1-2 anni comincia a giocare e a “sentire” il proprio corpo muoversi nell’acqua; in questa fase se il bambino lo accetta l’istruttore può sostituire il genitore. A 2-3 anni iniziano i movimenti controllati: il bambino può battere le gambe e cominciare a provare la sensazione di mettere la testa sott’acqua. A 3-4 anni – l’età nella quale i bambini possono solitamente cominciare a frequentare un corso di nuoto – il movimento delle gambe si perfeziona. Intorno ai 4-5 anni inizia la vera e propria coordinazione e a 6 anni il bambino migliora sensibilmente la sua tecnica di avanzamento in acqua.

In piscina per rilassarsi.
Per un bambino che va in piscina ci sono diversi benefici: l’acqua favorisce il rilassamento e quindi il sonno; apporta benefici al sistema respiratorio; accresce le capacità di adattamento alle novità senza diffidenze e rigidità; contribuisce ad uno sviluppo precoce di alcune attività psicomotorie. Si è scoperto, ad esempio, che i bambini molto piccoli iniziano a gattonare e a camminare prima degli altri. Il nuoto è utile anche per lo sviluppo della personalità del bambino. Ai bambini piccoli, che frequentano la piscina con i genitori, viene offerta l’occasione di un contatto diretto con la mamma o con il papà che rinsalda il rapporto. Ai bambini più grandi, magari un po’ timidi e troppo preoccupati di sbagliare, il nuoto offre l’occasione di familiarizzare con il proprio corpo, di misurarsi con le proprie possibilità e di scoprire la capacità di superare i limiti raggiunti.

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