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La Regione riordina la norma sull’energia. Rixi: “Via ai bandi per l’efficientamento energetico”

Melis (M5S): "Occasione persa, manca una vera politica energetica per la Liguria"

Regione. “Le modifiche al quadro normativo regionale in materia di energia erano necessarie per eliminare la giungla di norme non perfettamente allineate con quelle nazionali. Il riordino che abbiamo effettuato ci consentirà finalmente ad attuare il programma di governo in tema di energia che prevede sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e ricorso alle fonti rinnovabili. Dal prossimo anno potremo inoltre aprire bandi con fondi europei in materia energetica, rivolti anche alle imprese che vogliano fare interventi di efficientamento”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi, durante la discussione del disegno di legge numero 113 su “Ulteriori modifiche alla legge regionale n. 22 29 maggio 2007 – Norme in materia di energia”, approvato oggi dal consiglio regionale.

“Con le modifiche approvate – spiega l’assessore Rixi – eliminiamo i precedenti dubbi interpretativi e diamo una base giuridica certa a tutti i soggetti coinvolti: dagli enti locali agli amministratori di condominio. Era urgente che si provvedesse con celerità a un riordino per evitare ingerenze in materia di energia da parte del governo che, nella riforma costituzionale che verrà votata nel referendum del 4 dicembre, prevederebbe l’accentramento anche delle competenze in materia energetica, togliendole ai territori”.

Con l’approvazione del riordino delle norme sull’energia, la Regione viene dotata di una banca dati digitalizzata sullo stato degli impianti termici degli edifici “che consentirà – spiega l’assessore Rixi – di avere un quadro preciso dello stato dell’arte sui controlli energetici e di monitorare costantemente i consumi degli edifici regionali”.

Con il disegno di legge si intende, principalmente, adeguare la normativa regionale in materia di rendimento energetico nell’edilizia, contenuta nella legge regionale 29 maggio 2007, n.22 alle innovazioni introdotte dal decreto-legge 4 giugno 2013. Con l’entrata in vigore del disegno di legge verranno dunque abrogate le disposizioni regionali non allineate con la normativa nazionale, con la conseguenza di poter direttamente applicare quest’ultima. In particolare, vengono superate le problematiche derivanti dall’esistenza di normative confliggenti: nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti il decreto legge nazionale 28 del 2011 prevede il ricorso all’utilizzo di percentuali ben definite di fonti rinnovabili di energia. In precedenza tali percentuali non risultavano esattamente definite. Viene, inoltre, consentita un’applicazione diretta delle disposizioni in materia di attestazione energetica degli edifici per gli enti pubblici, contemplate dalla normativa nazionale. L

a metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, i requisiti minimi di prestazione energetica e i criteri e le modalità per la redazione e il rilascio dell’attestato saranno disciplinati dalla normativa nazionale, che potrà essere direttamente applicata. Inoltre gli accertamenti e le ispezioni disposti dai Comuni saranno volti a verificare la conformità delle opere con le prescrizioni e con i requisiti minimi stabiliti dalla vigente normativa nazionale. Alcune delle modifiche introdotte consentono, inoltre, di eliminare possibili dubbi di legittimità costituzionale. Viene introdotta una norma finanziaria che istituisce un capitolo di bilancio su cui introitare il contributo che spetta alla Regione su ogni rapporto di controllo di efficienza energetica.

Approvato anche l’emendamento proposto dall’assessore Rixi che introduce la competenza dei Comuni sui controlli e le sanzioni sull’installazione delle valvole termostatiche, il cui obbligo scatterà a livello nazionale il prossimo anno.

consiglio regionale liguria

Secondo Andrea Melis, consigliere regionale MoVimento 5 Stelle, “la politica energetica ambientale della Regione Liguria ad oggi non è pervenuta. Con il disegno di legge approvato oggi in consiglio regionale con il nostro voto di astensione, l’assessore Rixi si è limitato a una serie di principi, che in parte anche condividiamo, ma che non risolvono in alcun modo i nodi del piano energetico ligure, fermo a un documento di programmazione energetica in attesa di una revisione completa mai pervenuta”.

“Ben venga un intervento puntuale di adeguamento alle normative nazionali, che ci permetterebbe di non perdere l’assegnazione di bandi europei, ma restano ancora troppe criticità. L’introduzione di un sistema di banche online sugli impianti termici e altri sistemi di controlli e di sanzioni puntuali rappresentano un passo avanti, ma restano ancora incompleti”.

“La giunta Toti ha perso un’occasione per far compiere alla Liguria un passo avanti atteso da più di dieci anni verso un vero piano di efficientamento energetico del territorio. Siamo purtroppo fermi alle buone intenzioni, ancora lontane dalle vere necessità ed esigenze della nostra regione”, conclude Melis.

Luca Garibaldi

Luca Garibaldi (Pd) ha comunicato l’astensione del suo gruppo. Ha chiarito che pur condividendo la necessità di adeguare la normativa regionale a quella nazionale, superando così una contrapposizione, ritiene necessario che si faccia una riflessione più profonda su quanto l’amministrazione regionale vuole fare in materia energetica ed in particolare per quale ragione non sia ancora stato varato il piano energetico regionale. A tal proposito Garibaldi ha sottolineato che in materia tutto è fermo da un anno e mezzo e che, quindi, a suo avviso manca una politica regionale nel settore.

Edoardo Rixi

L’assessore all’energia Edoardo Rixi ha replicato annunciando che entro la fine dell’anno o, al massimo, nei primi mesi del 2017 verrà presentato il Piano energetico regionale. Rixi ha poi ribattuto alle critiche dei consiglieri di minoranza spiegando che il provvedimento “va incontro all’esigenza di darsi una solida base amministrativa e giuridica” poiché la precedente amministrazione regionale non aveva individuato “politiche energetiche efficienti”.

“Questa legge – ha aggiunto – va a creare coerenza fra la normativa regionale e quella nazionale” sottolineando che il Governo in oltre un anno non è intervenuto, dimostrando che “non è in grado di legiferare in materia tenendo, così, bloccate le Regioni”.

L’assessore ha spiegato che era ormai indispensabile approvare queste modifiche in quanto, se verranno approvate le riforme costituzionali oggetto dell’imminente referendum, diventerebbe impossibile emanare normative a livello regionale, perché – ha aggiunto – “ci sarebbero norme incoerenti fino a quando il Governo non recupera il ritardo, con il rischio di tenere fermi tutti i bandi. Per questo noi oggi dobbiamo dotarci di strumenti che scongiurino il rischio dell’impantanamento”.

L’assessore ha, infine, criticato la precedente amministrazione di centro sinistra: “La giunta attuale ha cercato di dipanare la matassa lavorando per un anno e mezzo sulle prescrizioni, perché in passato sono stati fatti tanti programmi ma non si è cercato di indicare un metodo che avesse una logica e, in questo senso, il Governo, che avrebbe dovuto razionalizzare la disciplina e non lo ha fatto, sicuramente non ha aiutato”.

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