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Frane e strade chiuse, l’allarme della Frascheri: “Rischiamo l’isolamento e la ‘morte’ di questi territori” foto

L'azienda di Bardineto lancia una richiesta di aiuto per tutta la zona: "I mezzi aziendali costretti a 'giri dell'oca' per effettuare le consegne: è danno economico troppo ingente"

Bardineto. Ritrovarsi in “isolamento totale”. E’ lo spauracchio che aleggia intorno a molte delle zone recentemete colpite dal maltempo, soprattutto quelle dell’entroterra, dove molte strade sono inagibili a causa di frane. Ne sanno qualcosa nei comuni di Bardineto e Calizzano e relative frazioni dove il Bormida ed i torrenti affluenti sono esondati ovunque stravolgendo il territorio e la sua conformazione.

La violenza delle acque ha trascinato via con sé qualsiasi cosa. Il fango ha invaso cantine, seminterrati, piano terra di molte abitazioni ed attività commerciali. Molti esercizi hanno subito danni ingenti, sia per la mancanza temporanea di energia elettrica sia per i danni provocati dal fango che ha imbrattato attrezzature e materiali, irrimediabilmente destinati al macero perché non recuperabili. La rete fognaria e quella idrica sono state pesantemente danneggiate. Oltre a tutti questi problemi ce n’è un altro che non è assolutamente di poco conto: la viabilità.

Tutte le principali vie di scorrimento risultano danneggiate almeno in parte. Ovunque si registrano crolli e frane che con l’imminenza della stagione invernale e l’arrivo di altre precipitazioni, anche a carattere nevoso, potrebbero compromettere in maniera definitiva le possibilità di comunicazione di queste zone con i territori limitrofi del Basso Piemonte e della Riviera Ligure.

Una situazione che rischia di mettere in ginocchio una delle realtà produttive più importanti di Bardineto: l’azienda Frascheri. “La sopravvivenza della nostra realtà legata alla conduzione del caseificio di Bardineto, come quella di tutte le altre attività della zona, potrebbe essere messa in serio pericolo da un concreto quanto drammatico rischio di isolamento che sancirebbe la ‘morte’ di questi territori. L’approvvigionamento di materie prime e la commercializzazione dei prodotti finiti realizzato quotidianamente mediante mezzi pesanti di proprietà aziendale che già ora sta subendo limitazioni e serie difficoltà, con allungamento delle tratte di percorrenza e dei costi legati al trasporto (carburante e pedaggi autostradali), rischiano di essere del tutto compromessi se non saranno presi provvedimenti immediati di intervento sul territorio, per la messa in sicurezza delle situazioni più critiche e precarie” spiegano dalla Frascheri.

A causa della chiusura di alcune strade, i percorsi dei mezzi aziendali sono costretti a subire variazioni che comportano costi elevati in termini di spesa e di tempo: “La strada provinciale 60 che da Bardineto conduce alla frazione di Carpe ed al comune di Toirano e che consente il più rapido collegamento con la Riviera Ligure è stata interessata da un’importante frana all’altezza delle cave di Comito che ha determinato la chiusura parziale per le auto (senso unico alternato) e l’interdizione totale ai mezzi pesanti. Gli automezzi di proprietà aziendale che quotidianamente facevano spola dallo stabilimento di Bardineto al centro Distributivo di Borghetto S.S. ed a quello di Imperia per il trasporto dei prodotti finiti (latte e panna) destinati alla commercializzazione nelle zone della Riviera Ligure, sono ora costretti a percorrere la strada provinciale 51 tra Calizzano e Millesimo. Una volta giunti qui devono imboccare l’autostrada A6 in direzione Savona e da Savona dirigersi in direzione Ventimiglia sull’autostrada A10, uscita Borghetto S.S. ed Imperia”.

“L’allungamento del tragitto, i costi aggiuntivi di carburante e pedaggio autostradale, nonché gli straordinari dovuti ai dipendenti autisti per il prolungamento dei turni di lavoro, sul lungo periodo provocheranno un ingente danno economico, al momento non ancora quantificabile, poiché sino ad oggi nessuno ha informazioni certe circa i tempi ed i modi di intervento per il ripristino e la riapertura della strada provinciale 60 Bardineto – Toirano. Le alternative non sono molte ed è proprio questo a preoccupare maggiormente perché il rischio è quello dell’isolamento totale” proseguono dalla Frascheri.

L’azienda sembra essere “circondata” da sistuazioni critiche: sulla tratta da Bardineto a Calizzano una frana in località Mereta, solo parzialmente rimossa, ostruisce la metà della careggiata costringendo di fatto ad un senso unico alternato; sulla strada provinciale 51 da Calizzano a Millesimo, tra le località di Riofreddo ed Isolagrande, parte del pendio è franato al di sotto del manto di copertura stradale e, anche se per ora non crea impedimento alla circolazione, potrebbe molto facilmente degenerare ancora; la strada provinciale 459 del Melogno che collega Calizzano a Finale Ligure, non è percorribile dai mezzi pesanti per i quali sussiste divieto di transito, in quanto non potrebbero passare sotto il tunnel del forte a causa dell’altezza limitata di quest’ultimo; la strada provinciale 52 che collega Bardineto a Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello e che consente il collegamento con l’entroterra di Albenga, transitabile solo da mezzi pesanti non particolarmente grandi e non con rimorchio, in alcuni punti è tanto stretta ed impegnativa che non può in alcun modo essere presa seriamente in considerazione come valida alternativa; infine la strada statale 28 del Colle di Nava che collega Calizzano a Bagnasco e Ceva è chiusa perché interessata da più frane che la rendono assolutamente inaccessibile.

Un autentico “bollettino di guerra” che inevitabilmente preoccupa i vertici della Frascheri: “Se le autorità competenti e gli enti locali non troveranno un metodo per definire in modo concordato e coordinato una strategia di intervento rapido per la gestione delle somme urgenze legate alla viabilità, il rischio concreto è che la nostra realtà così come altre nella zona, non possa più svolgere le normali attività di trasporto per l’approvvigionamento, la distribuzione e la commercializzazione, con conseguente chiusura”.

La speranza è che le istituzioni prendano in mano la situazione per coordinare un intervento: “Solo la regia unica di un commissario che si faccia concretamente interprete delle esigenze del territorio e che individui in tempi rapidi e certi soluzioni adeguate per la messa in sicurezza delle strade e per il ripristino dei collegamenti potrebbe forse scongiurare l’isolamento e la morte per asfissia di un entroterra già assillato da molti problemi, ma sempre energico e vitale, che vuole rialzare la testa e guardare ancora avanti, come sempre” concludono da Frascheri.

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