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Il Comune di Alassio nega Villa Fiske ad Anta che ha raccolto doni per i terremotati

L'amministrazione comunale nega il rifiuto: "Sarebbe più appropriato parlare di 'sede mai richiesta'. Non ci è arrivata nessuna domanda scritta"

Alassio. Prima “cacciatori” di bocconi killer disseminati in aiuole e strade del comprensorio alassino e albenganese. Ora sostenitori di un’operazione benefica pro terremotati in centro Italia.

I ragazzi di Anta, ovvero l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente, riconosciuta come “associazione di protezione ambientale”, hanno deciso di adottare i bambini di Gualdo, in provincia di Macerata. Ma dal Comune è arrivata la doccia fredda. “Avevamo la certezza che il Comune ci potesse prestare per alcuni giorni Villa Fiske – dicono i volontari – I locali ci servivano per inscatolare i regali da consegnare ai bambini, ma purtroppo non è stato così. Senz’altro avevamo frainteso. Emigreremo verso altri lidi”.

I ragazzi dell’Anta avevano pensato di preparare un pacco natalizio personale da donare ad ogni bambino con dentro qualche gioco, un libro, materiale scolastico e dei dolci. Ma ora dovranno pensare ad una soluzione diversa da Villa Fiske.

La sede delle guardie zoofile è ad Albenga, ma opera su tutto il territorio provinciale e in questo caso non andranno a caccia di chi bocconi avvelenati che mettono in pericolo gli amici a quattrozampe ma per un’iniziativa di grande respiro. “I volontari hanno mansioni di prevenzione e repressione delle infrazioni relative alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico ma in questo caso – dicono – abbiamo allargato il cuore a quei bambini di Gualdo che stanno vivendo un periodo decisamente molto difficile”.

Immediata la risposta del Comune di Alassio che però nega di aver ricevuto richieste in tal senso: “Ad oggi, non risulta essere pervenuta alcuna richiesta ufficiale agli uffici relativa alla possibilità di utilizzo di Villa Fiske o di altri spazi da parte di ANTE”.

“Gli unici contatti, da parte di alcuni membri dell’Associazione, sono avvenuti in maniera del tutto informale e sono state evidenziate alcune perplessità circa le condizioni in cui versa la struttura. Come prevede la legge, e chi ha lavorato per enti pubblici dovrebbe esserne ben a conoscenza, per usufruire di spazi di proprietà comunale è necessario presentare richiesta per iscritto all’ente, che si riserva di dare una risposta in base alla disponibilità. In questo caso, ciò non è avvenuto: quindi, anziché parlare di ‘sede negata’, sarebbe più appropriato parlare di ‘sede mai richiesta’. Spiace comunque che si arrivi a strumentalizzare anche una situazione delicata come gli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto è in gravi condizioni di disagio” conclude la precisazione dell’amministrazione comunale alassina.

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