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Autorità portuale Genova-Savona, dalla commissione della Camera l’ok alla presidenza di Paolo Emilio Signorini

Anna Giacobbe: "Il Pd dica la sua sulla nomina del segretario generale"

Liguria. Con 26 voti a favore e 2 contro oggi la commissione trasporti della Camera ha espresso il parere favorevole sulla nomina di Paolo Emilio Signorini a presidente della nuova Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure occidentale, costituita dai porti di Genova e (da gennaio) Savona e Vado Ligure. Ora che hanno dato parere positivo le due commissioni di Senato e Camera, il ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio potrà firmare il decreto di nomina.

I passaggi successivi, per completare gli organismi della APdS, sono le nomine da parte dei Comuni e della regione Liguria dei loro rappresentanti nel Comitato di Gestione, al quale il presidente proporrà poi la nomina del segretario generale.

“Tale procedimento presenta alcuni aspetti spinosi – sottolinea il deputato Pd Anna Giacobbe – Prima questione: la norma prevede che nel Comitato di Gestione ci sia ‘un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di autorità portuale inclusi nell’AdSP’: se per la nostra area ci sarà un componente, dovrà saper rappresentare tutto l’ambito portuale di Savona Vado”.

Seconda questione: “La scelta del segretario generale è particolarmente importante, perché è questa figura ad essere ‘preposta all’ufficio territoriale’ di Savona-Vado: di questo si deve tenere conto. Occorrono competenze in grado di dare corso, anche qui, ad una fase nuova della politica nazionale per i porti e le infrastrutture, altrimenti non si capirebbe tutto questo impegno riformatore: competenze per la programmazione strategica del sistema portuale-infrastrutturale; e abbiamo bisogno di una figura che abbia anche la volontà di valorizzare processi positivi che a Savona – Vado si sono avviati, disponibilità a fare funzionare ciò che funziona, con un approccio non burocratico”.

“Credo che, a questo punto, sarebbe bene che anche il mio partito, in modo collegiale e trasparente, si facesse una propria opinione su questo insieme di questioni. Non per invocare una qualche invadenza dei partiti (ma va ricordato che se non ‘invadono’ i partiti lo fanno gli interessi di parte, i gruppi di potere, i singoli; lo facciano per interessi particolari o fosse anche per generoso impegno civile, comunque non va bene), ma perché quelle nomine competono a figure istituzionali locali: la politica, per fortuna, c’entra ancora”.

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