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Lettere al direttore

Anno bisesto anno funesto – Piango la mia Liguria foto

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“Anno bisesto anno funesto”, questo 2016 che assiste e subisce le conseguenze a livello mondiale di grandi cambiamenti politici e disastri naturali, e le valli Bormida e Tanaro ritornano a rivivere l’alluvione 1994, anche se con pronta allerta e vari lavori di pulizia degli alvei dei torrenti, evitando morti, ma ha accresciuto la propria potenza idrica creando numerosi danni.
E’ alquanto allarmante rivivere in video le sensazioni di apprensione che tutti abbiamo provato, con anche l’ombra funesta di un possibile sfondamento della diga di Osiglia, che lunga oltre 3 km. per una larghezza di oltre 200 metri, con la sua portata di 13 milioni cubici d’acqua, avrebbe devastato ancor di più il territorio sommergendolo.
Resta ora tragicamente la conta dei danni a privati ed enti, causati dell’innalzamento di 8 metri del fiume Bormida, per la confluenza anche di torrenti affluenti triplicati di capienza, che fin da Bardineto, Calizzano, Murialdo e Millesimo, hanno proseguito ad ingrossare il letto già stracolmo, per 5 giorni e 5 notti di pioggia continua da domenica 20 a giovedì 24 novembre, con scrosci improvvisi ed insistenti.
Frane ed inondazioni hanno già aggredito il paesaggio urbano e contadino valbormidese soprattutto negli ultimi 22 anni, e nessun contemporaneo ricorda un evento disastroso simile, se pur il 1994 vide enormi danni in tutta la vallata, ed anche è da ricordare la frana, in frazione Valle, della vigilia di Natale del 2010 in cui Murialdo rimase tranciata a metà come viabilità, bloccando il percorso di congiunzione con la riviera ligure ed il Piemonte, ed ora con una frazione bloccata sempre nella stessa località.
In dettaglio Alex Bellino nelle sue riprese in diretta, descrive quanto successo il 24/11/2016 a Millesimo e Cengio, riportando anche l’inondazione della ditta di 3F di Ferrecchi in via Mameli e purtroppo le case di via Roma, costruite sulle secolari mura medioevali millesimesi, hanno subito allagamenti delle proprie cantine, causa anche dell’invecchiamento boschivo lasciato a se stesso che dovrebbe essere ripulito con costanza come fecero i nostri avi contadini. Varie famiglie sfollate, per precauzione, han trascorso la notte più critica nei locali comunali e società operaia.

Ci siamo appropriati della val Bormida, costruendo troppo lungo i fiumi, e facendo memoria di quando sta cambiando la situazione climatica italiana, dovrebbe essere riscritto l’intero progetto urbano, lasciando le abitazioni a rischio alluvione come reperti storici, anche se comporterà enormi esborsi di denaro per garantire a tutti gli abitanti e alle ditte locali una vita privata e lavorativa in completa sicurezza.
In dettaglio foto del 26/11/2016, quando l’allerta è scesa e con lo smaltimento della piena del fiume Bormida a Millesimo, sfociando nel fiume Tanaro, danneggiando la vallata piemontese.
Ricordo cosa successe al territorio delle “Cinque Terre” nell’ottobre 2011, molto caratteristico e suggestivo, rinomate in tutto il mondo, ma in cui si è troppo costruito in condizioni estreme e lasciato tutto anch’esso nell’incuria, perché la civiltà da contadina è diventata industriale, sperando che queste mie parole poetiche lascino un segno di ammonimento esemplare per la popolazione italiana. Emblematiche saranno sempre le mie parole poetiche per tutta la regione: – É l’ora: “Piango la mia Liguria, preda del tempo e dell’incuria”.

“Piango la Mia Liguria”
É l’ora: “Piango la mia Liguria,
preda del tempo e dell’incuria”.
Scorre dal monte furibonda ira
il mare spento più non sospira.
Arenato lo sguardo di riverenza
é gettata al vento la speranza.
Nei lidi d’amore colorati a festa
ci giocò il sole, ora la tempesta.
Lontani gli antichi e saggi passi
a pulir sentieri a cantar dei sassi.
Saliti nel verde lodavan la fonte,
dove ora geme di dolore il ponte.
Non più Cinque gridò il destino,
e di troppa beltà tuonò il Divino:
“L’uomo é lo sposo della natura,
ma di sue virtù ora é dittatura!”
©Simona Bellone 2011
Cinque:
Le Cinque Terre in provincia di La Spezia: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.
Monterosso e Vernazza sono stati distrutti dalla recente alluvione ottobrina e un pensiero va rivolto anche ai paesi di Brugnato e Borghetto Vara accomunati dalla stessa sorte.

Simona Bellone pres. caARTEiv

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