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Albenga, scommesse online non autorizzate e gioco d’azzardo: sentenza riformata in Appello

Nei guai era finito il presidente dell'associazione "Porta Mulino" che in secondo grado è stato prosciolto per prescrizione

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Albenga. Nel novembre dell’anno scorso era stato condannato in primo grado nel tribunale di Savona con l’accusa di aver messo in piedi un’attività di scommesse online e gioco d’azzardo non autorizzata all’interno di un’associazione privata. Nei giorni scorsi la Corte d’Appello ha però ribaltato il verdetto emesso nei confronti di Innocenzo Parisi, 56 anni, residente ad Albenga e allora presidente dell’associazione “Porta Mulino III”, che è stato prosciolto da ogni accusa per prescrizione del reato.

Nel corso del processo di secondo grado, infatti, l’avvocato Paolo Gianatti, legale di Parisi, ha ricostruito la vicenda collocando i reati contestati dalla Procura nell’ottobre del 2008 (e non nel novembre del 2009 come ipotizzato dagli inquirenti). Una tesi difensiva che è stata accolta dal Procuratore Generale e dalla seconda sezione penale della Corte d’Appello che ha riformato la sentenza del tribunale di Savona dichirando prescritti tutti i reati.

Per questa vicenda, oltre ad Innocenzo Parisi, erano finiti a giudizio anche il fratello Pietro Parisi e Rosario Bondì che erano stati assolti già in primo grado.

Ad Innocenzo Parisi, presidente dell’associazione “Porta Mulino III” e a Rosario Bondì, considerato un “assiduo collaboratore”, veniva contestata l’accusa di aver svolto un’attività finanziaria senza essere iscritti all’elenco apposito: secondo l’accusa avevano fatto prestiti di denaro ai soci e ai frequentatori dell’associazione per l’impiego nel gioco d’azzardo (macchinette, ma anche tornei di carte). A tutti e tre gli imputati era poi stata contestata l’accusa di aver organizzato giochi d’azzardo nei locali dell’associazione, ma anche di aver esercitato senza la necessaria licenza attività organizzata per la raccolta di scommesse a mezzo di apparecchi elettronici.

Accuse che, già in primo grado, erano cadute totalmente per Pietro Parisi e Rosario Bondì che erano stati assolti per non aver commesso il fatto (nel dibattimento era emerso che non avevano nessun ruolo gestionale nell’associazione), mentre Innocenzo Parisi era stato condannato a nove mesi di reclusione e 3 mila euro di multa (per le contravvenzioni contestate in relazione all’attività di scommesse illecite e gioco d’azzardo il giudice aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione).

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