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Toirano, multato il mercatino del baratto: “Accusati di fare attività di lucro, vogliamo solo fare del bene” fotogallery

I gestori rischiano una multa fino a oltre 3 mila euro

Toirano. Va da un minimo di 516.46 ad un massimo di 3.098.74 la multa inflitta dalla polizia municipale di Toirano ai gestori de “Lo scambio e baratto Toirano – Gas Famiglia ”, il mercatino del baratto e dello scambio allestito in un magazzino lungo la provinciale da Michele De Francisci.

Il mercatino del baratto di Toirano

La questione prende il via da lontano: “Il nostro mercatino – spiega De Francisci – esiste da circa due anni. Nonostante riceviamo regolarmente la bolletta della spazzatura, fino ad oggi nessun operatore della ditta che ha in carico la gestione del servizio di nettezza urbana è venuto a ritirare i nostri rifiuti. Eppure noi continuiamo a pagare regolarmente gli oltre 500 euro di cartella annuale. Per questo motivo, nei giorni scorsi mi sono recato in municipio per chiedere al sindaco e ai funzionari per quale motivo finora non abbiamo potuto usufruire del servizio”.

“Visto che paghiamo la bolletta – continua De Francisci – ho chiesto al Comune di far passare gli operatori. In alternativa, così come accade in altri contesti, mi sono offerto di provvedere da me allo smaltimento dei nostri rifiuti in discarica in cambio del ricalcolo della bolletta”.

Il Comune, dal canto suo, ha fatto notare che i locali che ospitano “Lo scambio” sono essere privati e che al suo interno non risulta essere attivo alcun genere di mercatino ma solo un magazzino di proprietà di privati: “In realtà – precisa ancora De Francisci – quattro anni fa avevo comunicato all’amministrazione in forma scritta che avevo intenzione di dare vita ad un Gruppo di Acquisto Solidale per aiutare le famiglie in difficoltà a ridurre il costo della spesa. Avevo anche comunicato che il Gas sarebbe stato collocato all’interno di un magazzino di mia proprietà. Che poi è quello in cui oggi abbiamo allestito il mercatino. Le due ‘attività’ sono la stessa cosa ed entrambi hanno il medesimo obiettivo sociale, cioè contribuire ad aiutare chi vive in una situazione di disagio”.

“Con il mercatino collaborano persone che si trovano in difficoltà – ricorda De Francisci – Questo piccolo lavoro consente loro di avere un piccolo introito. Insomma, con il nostro mercatino del baratto abbiamo creato nuove possibilità occupazionali per soggetti che stanno attraversando un momento non felice. Dal punto di vista dei nostri utenti, invece, chi deve ‘vendere’ perché magari ha bisogno di acquisire un altro oggetto non è costretto ad aspettare che arrivi il cliente interessato a ciò che sta dando via (come avviene nel classico mercatino dell’usato) ma, se l’oggetto è nel nostro magazzino, può effettuare lo scambio praticamente subito”.

Vista la situazione, due giorni fa due agenti della polizia municipale e un funzionario del Comune hanno effettuato un sopralluogo all’interno del magazzino. Al termine, hanno notificato a De Francisci un verbale di sanzione amministrativa in quanto “esercita attività di agenzia di affari senza la prescritta licenza il cui rilascio è competenza del Comune”. Tale attività è esercitata “in forma continuativa ed imprenditoriale” ed è “contraddistinta dall’instaurazione di trattative per la conclusione di affari altrui con abitualità ed a scopo di lucro, ovvero ritiro in conto vendita di oggetti usati con ricavo, in percentuale, da parte della gestione al momento della vendita nonché versamento di una quota in denaro per accedere al servizio”.

“In altri termini – spiega De Francisci – ci accusano di svolgere attività di agenzia di mediazione e di realizzare degli introiti attraverso la vendita degli oggetti e tramite le quote di iscrizione dei nostri ‘soci’. Ma noi non facciamo niente di tutto questo: le quote degli iscritti ci permettono di pagare le spese di gestione (e spesso neanche tutte) e ogni scambio e ogni baratto avviene in forma del tutto gratuita. La merce che teniamo qui non è in ‘conto vendita’, ma viene custodita finché non trova un nuovo proprietario, che se la porta a casa gratis semplicemente lasciando a sua volta qualcosa. Qui non girano affatto soldi”.

“La nostra è un’iniziativa sociale che non porta guadagni in termini di denaro. Noi vogliamo solo cercare di aiutare chi si trova in una condizione di difficoltà e incentivare la cultura del riciclo e del riutilizzo degli oggetti e dei materiali”, fa notare ancora De Francisci.

C’è poi un paradosso, dato dal fatto che una “semplice” questione riguardante la bolletta dell Tari e il mancato ritiro della spazzatura si è rapidamente trasformata in una multa: “E dire che noi cerchiamo di ridurre al massimo la produzione di spazzatura cercando anche di aggiustare gli oggetti rotti…”

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