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Studenti come acciughe sui bus tra Andora e Albenga, pronta una petizione delle mamme

Quattro pullman come carri bestiame e famiglie che protestano chiedendo di migliorare il servizio che pagano 33 euro al mese per mandare a scuola i figli

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Alassio. “Sui pullman di linea che ogni giorno viaggiano tra Andora e Albenga non vi sonno le condizioni di sicurezza necessarie a garantire a serenità dei nostri ragazzi costretti a restare in piedi con il corridoio completamente bloccato che diventa claustrofobico”. Si lamentano le mamme dei ragazzi che frequentano le scuole superiori di Albenga e comprensorio che ogni giorno viaggiano lungo la linea costiera verso la città delle Torri. Dall’inizio dell’anno scolastico i genitori pagano 33 euro per l’abbonamento dei loro ragazzi, alcuni doppio perché i figli sono anche più di uno.

“Una situazione deprecabile che non è affatto un inedito nella storia dei viaggiatori pendolari che salgono sui bus del ponente- dice una mamma – Tra l’altro i quattro pullman che viaggiano tra le 7,15 e le 7,30 sono già strapieni all’ingresso di Alassio tanto che i passeggeri che attendono alle pensiline davanti alle fermate del supermercato Carrefour e del Comune rinunciano a salire. Più di una volta sono stata costretta a firmare una giustificazione a mia figlia perchè entrava un’ora dopo a scuola proprio perché è impossibile salire sui pullman della Tpl perdendo però un’ora di lezione”.

E non è la sola mamma a lamentarsi di un caso che ha necessità di essere risolto. Ci sono altri genitori che la pensano allo stesso modo. “La nostra indignazione va oltre il fatto di aver pagato anticipatamente un servizio di cui i nostri ragazzi non possono fruire. Va infatti rammentato che il diritto allo studio é sancito dalla costituzione italiana oltre che dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e fino a 16 anni é un obbligo, quindi gli studenti devono essere messi in condizione di poter raggiungere i presìdi scolastici. A questo punto è necessario che l’azienda provveda ad aggiungere un pullman in più per risolvere una situazione inammissibile, inaccettabile, pericoloso e soprattutto ingiusta nei confronti di chi paga un servizio pubblico”.

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