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Savona, i sindacati contro le nuove tariffe mensa e l’abolizione dell’esenzione Irpef

"Si ripiana il bilancio infierendo pesantemente sulle persone colpite dalla crisi e dall'impoverimento generale”

Savona. “L’amministrazione comunale di Savona vuole riassestare il bilancio infierendo sulle persone colpite dalla crisi”. A dirlo sono i segretari provinciali dei tre sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil Giulia Stella, Claudio Bosio ed Emanuele Guastavino.

Il riferimento è alla decisione dell’amministrazione Caprioglio di mettere mano alle tariffe delle mense scolastiche e alla più recente delibera ratificata ieri dal consiglio comunale riguardante l’abolizione dell’esenzione Irpef al di sotto dei 15 mila euro.

“Tale provvedimento – dicono i sindacati – dà il segno inequivocabile, da parte di questa amministrazione comunale, di voler perseguire da subito un percorso di riassesto di bilancio, infierendo pesantemente sulle persone colpite dalla crisi e dall’impoverimento generale”.

Ma non solo: “Oggi le organizzazioni sindacali si sono confrontate sul tema delle modifiche delle tariffe per il servizio mensa scolastica. Durante tale incontro le varie sigle hanno manifestato la netta contrarietà all’aumento delle tariffe che va a colpire, in modo particolare, le fasce medio-basse di una città già gravemente provata dalla crisi economica che da tempo perdura e non accenna a diminuire”.

Cgil, Cisl e Uil intendono opporsi a questa operazione operazione e oggi hanno chiesto “un incontro urgente per affrontare complessivamente questi gravi problemi”.

Per quanto riguarda la questione Irpef, l’amministrazione comunale ha abolito l’esenzione Irpef per le fasce più basse, al di sotto dei 15 mila euro, in quanto tutte le altre erano già gravate dalle aliquote più alte e quindi non sarebbe stato possibile ritoccare ulteriormente le cifre nell’ottica di recuperare ulteriori fondi. Circa le tariffe delle mense, invece, l’assessore Montaldo ha più volte ribadito il fatto che in futuro queste saranno calcolate sulla base delle dichiarazioni Isee: in questo modo, “le quote saranno più eque” e ciascun nucleo famigliare dovrà versare una cifra proporzionata alle proprie possibilità.

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