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Savona, Pongiglione: “Che fine ha fatto il deposito di bitume? Chiarezza subito o potrebbe essere imposto dal Governo”

"A seconda di come andrà il referendum, i Comuni e le Regioni perderebbero il diritto di opporsi alle opere imposte dallo Stato"

Savona. “Che fine ha fatto il deposito di bitume?”. A chiederselo è Daniela Pongiglione, capogruppo della lista di minoranza di “ Noi per Savona”, che ha presentato un’interpellanza per avere “notizie della pratica bitume di cui non si è più sentito parlare”. Pongiglione, inoltre, ha invitato il sindaco Ilaria Caprioglio a “sollecitare la Regione e il ministero affinché il problema venga risolto prima del referendum in quanto, con la modifica del Titolo V, i Comuni e le Regioni perderebbero il diritto di opporsi alle opere imposte dallo Stato”.

“Abbiamo fatto riferimento alle dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia in Regione Angelo Vaccarezza, del presidente Giovanni Toti nonché del sindaco Caprioglio che nel consiglio sul bitume dell’agosto 2015 e poi in campagna elettorale si erano impegnati a trovare una soluzione per il deposito, anche mediante una delocalizzazione”.

“Il sindaco aveva studiato la pratica, ma alcune informazioni erano un po’ di parte. Ad esempio, non era al corrente di tutte le deroghe concesse alla Bit, nonché di quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale che, nel bacino di Savona, non ammette prodotti petroliferi. Il sindaco ha informato che la Regione ha richiesto un ‘tavolo di monitoraggio del livello realizzativo del progetto’, poi rinviato. Il Comune ha sollecitato la Regione a organizzare l’incontro e a negare la firma dell’intesa col ministero”.

“Perciò, nonostante i buoni propositi dichiarati non è ancora detto che il problema bitume sia risolto – fa notare Pongiglione – C’è una chiara inazione della Regione, che non ha ancora risposto al ministero nonostante quest’ultimo le abbia inviato tutta la documentazione. E il tempo stringe: se vincesse il sì, si potrebbe verificare che il deposito, considerato impianto strategico (nonostante non possa legittimamente stare nel bacino di Savona) venga imposto dal Governo”.

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