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Savona, Pd e lista “Battaglia”: “Il Comune ignora il lavoro di Anci e pensa solo a tagli e aumenti”

Savona. “Il Comune di Savona parla solo della necessità di riequilibrio di bilancio dettati dalla Corte dei Conti o di tagli che colpiscono il welfare dei savonesi e le fasce più deboli della popolazione, ma non parla affatto dell’azione dell’Anci che sta proponendo emendamenti alla Legge di Stabilità per sostenere i comuni in pre-dissesto, fra cui il Comune di Savona che nel mese di agosto ha deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio”. Lo affermano in una nota congiunta il gruppo consiliare del Pd savonese e il gruppo “Cristina Battaglia Sindaco”, all’attacco dell’amministrazione comunale.

“La questione è di grande importanza e riguarda circa 230 tra Comuni e province italiane che già nel 2015 avevano dichiarato lo stato di dissesto o pre-dissesto (nel 2010 erano 8 in tutto il paese): per questa ragione ANCI ha proposto al governo di inserire in Legge di Stabilità alcuni emendamenti che riguardano la gestione dei bilanci degli Enti locali in pre-dissesto ed in dissesto alleggerendo le procedure e togliendo alcune rigidità imposte dalla procedura di riequilibrio (allungandone ad esempio i tempi da 10 a 30 anni). Le proposte di ANCI potrebbero quindi diventare Legge nelle prossime settimane modificando radicalmente la situazione dei Comuni” spiegano i due gruppi di minoranza in Consiglio comunale.

“Il sindaco Caprioglio non fa cenno a questo importantissimo lavoro di ANCI, di come lei ne sia parte attiva, di come ritenga fondamentale che la legge di stabilità accolga questi emendamenti per evitare “le lacrime” ed “il sangue”. Eppure, proprio in questi giorni, come sindaco di un comune capoluogo, dovrebbe essere molto impegnata sulla vicenda. Allora proviamo a rivolgerci all’assessore Montaldo, chiedendo di sospendere tutte le delibere che hanno riguardato – e che riguardano – tagli, eliminazione di esenzioni, aumenti di tariffe. E soprattutto quei provvedimenti che riguardano i redditi bassi in attesa che si abbiano novità sulle richieste di ANCI che, se accolte, rimetterebbero in discussione tutti gli argomenti usati per motivare queste scelte pesantissime (e per noi sbagliate) riguardanti le fasce deboli”.

“Speriamo che questa sia l’occasione per avere segnali di buona politica per la città. Noi cerchiamo ancora una volta di dare il nostro contributo”.

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