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Savona, Di Padova contro Venturino: “Solo ora si interessa, ma non sa di che parla”

Savona. Sul Consiglio comunale dei ragazzi e le politiche per i giovani è scontro politico a Savona dopo le affermazioni del consigliere comunale Matteo Venturino. Oggi la risposta dell’ex assessore comunale e oggi esponente della minoranza in Consiglio Elisa Di Padova, che afferma: “Il consigliere Venturino della Lega si improvvisa, da oggi, attento alle esigenze di rappresentanza dei giovani savonesi: peccato che nei 5 anni precedenti io non lo abbia mai sentito o visto per fare una proposta o partecipare al Tavolo dei giovani”.

“Eppure molti ragazzi, anche ragazzi con cui oggi condivide la maggioranza in Comune, hanno partecipato, proposto, fatto cose. L’articolo inserito a statuto circa il Consiglio Comunale dei ragazzi consente al Consiglio di attivare questo strumento per cui è necessario scrivere un regolamento. Questo articolo è stato inserito però prima del 2011 anno in cui, con la sottoscritta, è nato un assessorato alle politiche giovanili che nelle sue finalità ha necessariamente anche la funzione della rappresentanza del mondo dei giovani. L’assessorato era (e sarebbe auspicabile continuasse ad essere) uno strumento a disposizione dei giovani per aumentare la consapevolezza, la condivisione, la rete, il protagonismo! Ma per fare questo, e in molti possono testimoniarlo con me, è necessario fare un passo verso i ragazzi eliminando sovrastrutture”.

“Perché la cosa più difficile (ma anche la più bella) è creare un rapporto di fiducia tra giovani ed istituzioni. Ecco perché, per fare un esempio, il tavolo dei giovani era rimasto uno strumento agile e informale, una piattaforma che veniva costruita con l’apporto davvero di tutti ed era uscito dai muri di palazzo Sisto. I giovani hanno bisogno di sentire che qualcuno li ascolta in maniera sincera e vera e che qualcuno prova a dar loro delle risposte. Non hanno bisogno di creare altre sovrastrutture e formalismi. Non è così che si insegna la rappresentanza. Non in quella fascia d’età. Oltretutto la fascia 14/17 ha già i suoi organismi di rappresentanza per esempio con i Rappresentanti di Istituto e con la Consulta provinciale degli Studenti, rappresentanti che confluivano attivamente al Tavolo dei Giovani”.

“Gli obiettivi proclamati da Venturino insomma, stanno tutti nella delega e aggiungo che la sua proposta mette in difficoltà l’attuale assetto che il Sindaco ha dato al suo esecutivo con il mantenimento di un assessore con delega ai giovani: Venturino non riconosce nell’assessorato la giusta risposta che si vuole dare ai giovani in termini di rappresentanza?” aggiunge.

“Il Tavolo dei Giovani ha rappresentato una buona pratica riconosciuta anche a livello nazionale proprio per questo motivo. È un passaggio in avanti – per la fascia d’età indicata – rispetto all’articolo dello Statuto. Altra cosa è la possibilità di attivare un consiglio comunale dei ragazzi in fascia d’età più giovane (scuole elementari e medie) che funzionano molto bene su determinati ambiti. Comuni più piccoli anche vicino a noi lo fanno. Ma è un’altra cosa”.

“La proposta di Venturino appare davvero senza fondamento, senza uno studio sullo stato dell’arte e senza l’obiettivo del bene comune, sembra piuttosto una personale ricerca di visibilità. È una proposta che denota inoltre quanto sia ben lontano dal sentire cittadino dai desideri e dai bisogni dei giovani. Un consiglio a Venturino: si studi tutte le attività svolte dalle Politiche Giovanili in questi anni che hanno coinvolto e reso protagonisti moltissimi giovani, c’è un bel report sul sito giovanisavona.it (ancora in attesa di aggiornamento e in cui è ancora presente addirittura la mia foto…). Se le Istituzioni vogliono davvero provare a dialogare con i giovani (nella fascia indicata da Venturino ma anche oltre, fino ai 30) devono in prima battuta spogliarsi dalla forma che lui vorrebbe invece attivare (e tralascio in questa disamina tutti gli aspetti legati all’equa rappresentanza “politica” degli ipotetici 21 eletti) e devono fare un passo verso di loro” sottolinea ancora Di Padova.

“Certo che bisogna metterci, anche qui, energia, studio e presenza, essere disposti al confronto e anche al contrasto ma è l’unico modo per costruire qualcosa su cui lavorare per il futuro (fiducia, si chiama fiducia!) e per contrastare il sentimento antipolitico. Così, si può sperare di costruire un sentimento di partecipazione e protagonismo civico. Sulla “paura dei giovani” ipotizzata dal consigliere della Lega non posso fare a meno di sorridere e chiedermi “ma dov’era Venturino in questi anni??”. Sapete a me che cosa fa paura invece? Atteggiamenti come questi, di caccia alla visibilità (denotati da poca preparazione) e di finta apertura che sono la pura rappresentazione di un vecchissimo modo di fare politica” conclude l’ex assessore savonese.

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