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Savona, l’interpellanza del M5S: “Raccolta differenziata bloccata perché Ata non paga i conti”

Secondo alcune voci la partecipata non avrebbe ancora saldato quanto dovuto all'azienda che smaltisce i rifiuti differenziabili

Savona. Un’interpellanza per capire “perché Ata non starebbe pagando Fg Riciclaggi” e quindi perché sussista “il rischio che in città non vengano più raccolti i rifiuti differenziati”, con ovvie conseguenze sul buon funzionamento del servizio di nettezza urbana. E’ quella a cui stanno lavorando con urgenza i consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle di Savona.

L’iniziativa dei pentastellati nasce dalla voce, che circola da qualche giorno, secondo cui la partecipata pubblica non avrebbe ancora saldato il milione e duecentomila euro che dovrebbe all’azienda cairese, che si occupa di smaltire i rifiuti differenziabili conferiti dagli abitanti della città della Torretta.

In considerazione del fatto che Ata non ha ancora versato il dovuto, Fg Riciclaggi avrebbe deciso di non consentire più ai camion che raccolgono i rifiuti di scaricare il materiale. Di conseguenza, i vertici della partecipata avrebbero deciso di mantenere i carichi stoccati a bordo dei camion e di parcheggiare questi ultimi all’interno delle aree di propria competenza.

Al di là dell’aspetto economico, tutt’altro che trascurabile, il problema vero e proprio sarebbe dato dal numero di camion che costituisce il parco mezzo di Ata: se tutti i mezzi vengono tenuti fermi e utilizzati come depositi semoventi di rifiuti, infatti, non ce ne saranno altri in grado di raccogliere i rifiuti che i cittadini conferiscono giornalmente. Insomma, il pericolo è che il fermo dei mezzi paralizzi di fatto la raccolta della differenziata in tutta la città.

Sempre secondo i “bene informati”, i vertici aziendali avrebbero deciso di risolvere il problema conferendo “mescolando” i rifiuti differenziati con quelli indifferenziati nel medesimo “vascone”. Questo permetterebbe da un lato di risolvere l’inghippo dato dal fermo dei mezzi, ma dall’altro vanificherebbe gli sforzi dei savonesi. Senza contare poi il fatto che buona parte dei rifiuti riciclabili viene “venduta” ad aziende specializzate nel loro recupero. La mancata suddivisione dei rifiuti, quindi, potrebbe anche comportare una mancata “vendita” e quindi un più o meno consistente ammanco nel bilancio.

Visti questi elementi, quindi, il Movimento 5 Stelle ha deciso di presentare un’interpellanza per conoscere i motivi per i quali Ata non avrebbe ancora sbloccato i pagamenti ad Fg Riciclaggi: “Il che il Comune paga regolarmente Ata tutti i mesi – dicono i pentastellati – quindi Ata dovrebbe avere i soldi per pagare i propri partner”.

L’alternativa, per “liberare” i camion, potrebbe essere quella di conferire i rifiuti differenziati in una sede diversa rispetto a quella savonese. “Ma questa – fanno notare ancora i pentastellati – comporterebbe ulteriori costi che potrebbero superare gli eventuali introiti derivanti dai rifiuti”.

ATA rifiuti Savona

Alla luce di questa situazione, quindi, il Movimento 5 Stelle di Savona ha presentato alla maggioranza del sindaco Ilaria Caprioglio un’interpellanza per sapere se l’amministrazione “sia a conoscenza delle forti anomalie nelle operazioni di conferimento dei rifiuti differenziati sopra esposti; per sapere in particolare se corrisponde al vero che vi sia stata una sospensione o interruzione delle operazioni di scarico dei rifiuti differenziati; se corrisponde al vero che alcuni carichi di rifiuti differenziati siano stati scaricati nei vasconi della frazione indifferenziata destinati alla discarica; per sapere le motivazioni e la durata dell’eventuale sospensione o conferimento inidoneo dei rifiuti differenziati; se il quantitativo di rifiuti differenziati eventualmente conferiti in maniera difforme dalla procedura ordinaria; quali azioni Ata intenda intraprendere per riprendere il regolare conferimento delle frazioni differenziate”.

E ancora, “per sapere a quanto corrisponde il debito della società Ata verso Fg Riciclaggi al 30 settembre 2016; per sapere se esiste un piano di rientro concordato con tutti i creditori; per sapere come sono stati spesi i 10 milioni e 96.977,45 euro, soldi della Tari dei savonesi destinati unicamente a coprire il costo del servizio, che Ata ha incassato dal Comune a partire dal 1 gennaio 2016; per sapere se alla luce dei gravi fatti sopra esposti ritenga opportuno intervenire nei confronti della dirigenza della società Ata.

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