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Savona, consegnato il Premio Inquieto dell’anno al filologo Luciano Canfora foto

A premiare l’eminente studioso è stato il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, al termine di una serata che ha proposto anche momenti di musica e teatro

Savona. E’ stato consegnato ieri sera, al Teatro Chiabrera di Savona, il Premio Inquieto dell’Anno a Luciano Canfora, filologo classico, storico e saggista italiano di fama internazionale. A premiare l’eminente studioso è stato il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, al termine di una serata, condotta dal presidente del Circolo degli Inquieti, Paolo De Santis, e dal filosofo Valerio Meattini, che ha proposto anche momenti di musica e teatro.

Partendo da temi della classicità greco-romana, Canfora, a colloquio con Meattini, ha mosso alla riflessione sul presente, toccando argomenti come la democrazia, la libertà, l’uguaglianza, l’utopia.

“Canfora – dicono al Circolo degli Inquieti – considera la classicità greco-romana un fecondo interlocutore permanente, che ha saputo proporre e partecipare al suo vasto pubblico di lettori. La personalità culturale di Luciano Canfora, la sua lunga militanza nella filologia classica, nella storiografia, nella saggistica politica e culturale, il suo stile di pensiero e di scrittura, sono noti da anni anche al largo pubblico. Si riconoscono a Canfora l’importanza dei temi trattati, la conoscenza di prima mano delle fonti, l’acutezza critica, l’ampiezza dei riferimenti e l’efficacia della comunicazione. Del pari gli si riconosce la capacità di muovere alla riflessione sul presente con la meditazione su vicende della storia antica, con la maestria di chi sa come interrogare documenti e testimoni per ricavarne informazioni, sfuggite a volte anche a studiosi provetti”.

Il Premio Inquieto dell’Anno non ha valore venale e consiste in un piccolo drappo di lino, con il “titolo” sovraricamato, contenuto in una pentola di terracotta “sghimbescia”, schiacciata da un lato e con i manici disposti in modo irregolare.

Negli anni scorsi è stato assegnato a Valeria Golino, Ramin Bahrami, Guido Ceronetti, Ferruccio De Bortoli e gli abitanti dell’Aquila, Renato Zero, Elio (di Elio e le storie tese), Don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Régis Debray, Costa Gavras, Oliviero Toscani, Barbara Spinelli, Antonio Ricci, Gino Paoli, Francesco Biamonti, Gad Lerner, Carmen Llera Moravia.

Prima dell’omaggio a Canfora, il presidente del Circolo si è collegato telefonicamente con Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso, Comune in provincia di Macerata colpito dal tragico terremoto dell’agosto scorso. Il Circolo ha promosso una raccolta fondi per restaurare anche solo in parte il ripristino del Museo Leopardi di Visso, che conserva una copia del manoscritto de “l’Infinito” del poeta marchigiano.

Questa la motivazione del Premio a Luciano Canfora, letta ieri sera al Teatro Chiabrera:

“La personalità culturale di Luciano Canfora, la sua lunga militanza nella filologia classica, nella storiografia, nella saggistica politica e culturale, il suo stile di pensiero e di scrittura, sono noti da anni anche al largo pubblico.

Si riconoscono a Canfora l’importanza dei temi trattati, la conoscenza di prima mano delle fonti, l’acutezza critica, l’ampiezza dei riferimenti e l’efficacia della comunicazione. Del pari gli si riconosce la capacità di muovere alla riflessione sul presente con la meditazione su vicende della storia antica, con la maestria di chi sa come interrogare documenti e testimoni per ricavarne informazioni, sfuggite a volte anche a studiosi provetti.

Scrive Canfora: “Anche di questa lotta contro il tempo è fatto lo scrivere storia. Arte a praticar la quale l’atarassia senza passioni non è la migliore, ma forse la peggiore condizione. Sicché il pathos narrativo (la partecipazione emotiva, non il volgare patetismo) non è cascame del lavoro storiografico ma al contrario l’indizio della perdurante vita del passato dentro di noi.” E’ questa perdurante vita, soprattutto nell’accezione che per noi è rappresentata dalla classicità greco-romana, che egli considera un fecondo interlocutore permanente e che ha saputo proporre e partecipare al suo vasto pubblico di lettori. Di questa alta lezione c’è consapevolezza diffusa e largo apprezzamento.

A tali condivisi riconoscimenti, gli Inquieti vogliono aggiungere il loro e specifico, individuandolo nella capacità ‘eversiva’ che Canfora ha di affrontare quei temi grandi e ineludibili, penetrandoli in aspetti inediti, consegnandoli a nuovi e imprevisti contesti, provocando modi di vedere altrettanto nuovi e provvidi di idee; di modo che filologia e storia divengono matrici di libertà di pensiero e luoghi dell’intelligenza critica.

Gli Inquieti gli sono inoltre grati in modo particolare per un nuovo impulso impresso all’utopia – senza la quale l’agire politico perde ogni ragione che non sia quella degli interessi personali – in un’epoca, che si annuncia lunga, di larga rassegnazione e di tramontati entusiasmi.

Gratitudine che esprimono assegnandogli, lietamente, il riconoscimento di “Inquieto dell’anno 2015” e insignendolo del titolo “Inquieto honoris causa”, onorati a loro volta di accoglierlo nel loro particolare pantheon.”

Il Premio Inquieto dell’Anno è organizzato dal Circolo degli Inquieti con il contributo della Fondazione De Mari e della Camera di Commercio Riviere di Liguria e con il patrocinio del Comune di Savona e della Repubblica Ellenica Consolato Generale di Milano.

Collaborano: Festa dell’Inquietudine, Slow Food Savona, La Feltrinelli Point Savona, Teatro Cattivi Maestri, Chevalier de Bretvin – Balliage de Savone.

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