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Il saluto del nuovo vescovo: “Il Signore mi darà la forza per questo nuovo viaggio…” fotogallery video

Savona. In attesa dell’ordinazione episcopale del 17 dicembre il nuovo vescovo di Savona, Mons. Calogero Marino, “don Gero”, ha scritto una lettera aperta di saluti a tutta la Diocesi per il suo imminente arrivo nella comunità savonese.

Di seguito il testo integrale della lettera del vescovo don “Gero”:

Carissimi amici,
mi piace salutarvi con il lessico dell’amicizia, perché mi sembra quello più inclusivo, e capace di abbracciare tutti: i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, gli sposi e tutti i laici, gli aderenti all’Azione Cattolica e a tutte le aggregazioni ecclesiali, ma anche i cristiani che vivono la loro fede in forza del loro Battesimo condividendo con tutti la fatica e la bellezza del vivere, nella ferialità dell’esistenza.

Ma con amicizia desidero salutare anche i cristiani delle altre Chiese e comunità, e tutti coloro che cercano Dio e un senso alto e nobile per la propria vita con cammini diversi, ma destinati ad incontrarsi in pienezza un giorno, e già qui, nell’impegno per la giustizia e la pace.

Un saluto particolarissimo a chi vive nella propria carne l’esperienza della fragilità: i malati, in particolare, che sono come la perla nascosta della Chiesa, e i poveri, “primi vicari di Cristo”, secondo la grande tradizione cristiana.

Desidero oggi solo dirvi che sono molto contento di venire tra voi, anche se non posso negare il dolore di lasciare la Chiesa di Chiavari, e i volti amati, ai quali sono molto affezionato. Ma spero di affezionarmi presto anche a voi, che custodisco nella preghiera da quando mi è stata comunicata la nomina a vostro Vescovo.

Mi costa “fare esodo” da Chiavari e “uscire” verso di voi, ma so che il Signore me ne darà la forza. Vi chiedo fin d’ora di accompagnarmi in questo viaggio con la preghiera. Mi dà conforto una certa conoscenza che in questi anni, per ragioni diverse, ho maturato della Chiesa di Savona, a cominciare dai seminaristi che, durante la settimana, vivono a Chiavari; già conosco nomi e volti di diversi presbiteri, ma anche di religiosi e laici, e spero d’impararne presto tanti.

Confido nel Signore, e mi metto nelle sue mani. Mi accompagna in queste ore un verso d’Isaia che mi è particolarmente caro: “ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (40,31).

Vi benedico con affetto, e vi chiedo di nuovo il dono della preghiera.

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