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Referendum costituzionale, in Valbormida nasce la “Federazione dei comitati per il no”

Mercoledì 12 ottobre alle 20:45 in comune a Cosseria ci sarà un seminario tematico "Referendum Costituzionale"

Valbormida. La galassia dei comitati per il no al quesito referendario costituzionale di quest’autunno potrebbe avere, in valbormida, un unico contenitore federativo, se venisse recepita dai vari Comitati la proposta di Francesco Garofano (ex consigliere comunale di Millesimo) e Christian De Vecchi (assessore in Comune a Carcare) di creare una “Federazione dei comitati per il no”.

Nel merito organizzativo interviene Francesco Garofano: “Al fine di concentrare le iniziative, la proposta è quella di una federazione, delle voci e delle istanze referendarie per il no, in un unico contenitore zonale per superare gli schemi e le opportunità di partito, con la finalità di ottenere una maggiore incisività collettiva nelle cabine elettorali. Confrontando tecnicamente le proposte costituzionali dei vari comitati, è evidente come i contenuti convergano in un’unica direzione nonostante le differenti ispirazioni partitiche, l’organismo federativo permetterebbe di condividere una comune strategia ed esaltarla organizzativamente a livello locale.”

Dunque anche a livello periferico entra nel vivo la questione referendaria, ma in questo caso la proposta della “Federazione dei comitati per il no” assume “le caratteristiche del laboratorio trasversale tra gli schieramenti partitici, partendo dal presupposto noto che a livello nazionale si schierano per il no partiti e movimenti politici notoriamente di sinistra, di centro, e di destra”.

A confermare la disponibilità ad attivare il percorso della federazione anche l’assessore Christian De Vecchi: “Sono personalmente iscritto a più di un comitato referendario per il no, promossi da movimenti politici tra di loro in antitesi, e salvo le legittime differenze identitarie e originarie, tutte le istanze costituzionali in essi manifestate convergono nell’invito esplicito ad un voto contrario alla riforma costituzionale proposta”.

“Fondamentale sarà salvaguardare le differenze di ‘fonte’, per esaltarle proporzionalmente come affluenti in un unico ‘fiume’ più vasto, se il comune denominatore è la scelta del no chi lo condivide lo farà in termini di universalità ai contenuti costituzionali da difendere e di uniformità negli intenti”.

Conclude Garofano: “Se la valbormida sarà il laboratorio per questo esperimento a carattere federativo, sarebbe senz’altro un importante segnale di autodeterminazione e innovazione del nostro territorio. Inoltre, considerata l’importanza di questo referendum, al fine di raggiungere l’obiettivo comune della vittoria del no, riteniamo sia determinante sensibilizzare il maggior numero di cittadini, crediamo infatti che il superamento degli schemi di partito sarà un’efficace antidoto al dilagare dell’astensionismo.

Dal canto suo, il comitato civico “Cairo Montenotte per il no”, che aderisce a livello nazionale alla rete dei comitati per “Il no che serve”, accoglie con interesse la proposta di dar vita ad una federazione di tutti i comitati per il no presenti sul territorio della Valbormida

Il portavoce del Comitato civico “Cairo Montenotte per il no”, Alberto Bonifacino, dichiara: “Alcuni amici ed io abbiamo dato vita da pochi giorni al nostro comitato, raccogliendo l’adesione di persone provenienti da esperienze politiche diverse o che addirittura non avevano mai fatto politica prima. Quello che ci ha spinti a voler partecipare attivamente alla campagna referendaria per il no è l’idea che una riforma sbagliata nel metodo e nel merito come quella recata dal disegno di legge ‘Renzi-Boschi’ non sia affatto meglio di niente, sebbene da parte nostra ci sia la convinzione che la Costituzione italiana necessiti di essere migliorata sotto taluni aspetti”.

“Una sorta di federazione su base valbormidese dei vari comitati per il no, che, a livello nazionale, fanno riferimento alle differenti reti di comitati esistenti, mi pare uno strumento utile per unire le forze verso il comune obiettivo e può favorire la realizzazione congiunta di eventi pubblici di ampio richiamo, che permettano di informare il maggior numero possibile di cittadini sui pericoli e sui danni che deriverebbero dall’approvazione di questa sciagurata proposta di riforma” conclude Bonifacino.

Ssono in corso contatti con altri comitati e associazioni nell’ottica di ampliare il fronte comune, intorno alla posizione da assumere in occasione del futuro referendum costituzionale. A detta dei fondatori Garofano e De Vecchi, a breve termine ci sarà un assemblea pubblica di presentazione della federazione, cui seguiranno altri incontri in un percorso che privilegerà i piccoli centri abitati.

“Vogliamo partire dai piccoli Comuni del nostro territorio perché la riforma, fortemente accentratrice, con la scusa del taglio dei costi amministrativi, li andrà a colpire duramente, a danno della loro autonomia ed esistenza. Diffondere capillarmente le informazioni sarà un’efficace antidoto al dilagare dell’astensionismo”.

Mercoledì 12 ottobre alle 20:45 presso la sala consiliare del comune di Cosseria ci sarà un seminario tematico “Referendum Costituzionale”, durante il quale verranno espresse le ragioni del “no”.

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