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Recupero via Julia Augusta, i Verdi: “Bene il Comune di Alassio, incomprensibili i ritardi di Finale”

Applausi per la giunta Canepa, tirata d'orecchie per le amministrazioni finalesi: "In 10 anni fatto nulla, record di lentezza"

Finale/Alassio. Apprezzamenti al Comune di Alassio per la tempestività negli interventi di recupero del percorso della Via Julia Augusta, perplessità invece per i ritardi del Comune di Finale. Ad esprimerli Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi della provincia di Savona.

Per Alassio sono applausi: “L’annuncio dell’inizio dei lavori per la rimozione della frana che ne blocca dal 2014 il percorso è motivo di grande soddisfazione – sostiene Castellazzi – I 360.000 euro necessari per l’opera erano stati impegnati nello scorso 29 aprile e nei primi mesi del 2017 i turisti potranno agevolmente transitare e godere di un panorama mozzafiato”.

Alla giunta Frascherelli, invece, ma anche ai suoi predecessori, arriva una tirata d’orecchie: “Nel Comune di Finale Ligure si è giunti al preannunciato ‘decennale’ (2006-2016) del finanziamento per il recupero di Val Ponci, con i suoi 5 Ponti Romani, in quel tratto di Via Julia Augusta che Nino Lamboglia definì ‘la più importante e monumentale testimonianza della viabilità romana in tutta la Liguria’; ma la segnaletica di questa valle monumentale è ancora incredibilmente disastrata. Un ‘record’ di lentezza difficilmente eguagliabile”.

“Mentre Alassio ha oggi utilizzato fondi propri, il recupero di Val Ponci era reso possibile grazie ad uno stanziamento regionale di 250 mila Euro (DR 24/11/2006) – ricordano i Verdi – In dieci anni si sono avvicendati diversi amministratori comunali, ma la nuova segnaletica non è stata ancora realizzata ed i costi sono ovviamente lievitati. Una indagine di Legambiente ha messo recentemente in evidenza come solo il 33% dei turisti italiani e il 7% di quelli stranieri siano a conoscenza di questa importante eredità storica. I Verdi hanno più volte segnalato i vistosi segni di degrado della segnaletica turistica e del fondo stradale che presenta innumerevoli buchi. I primi lavori effettuai, ormai dieci anni fa, sono in gran parte da rifare”.

“Perché quando i soldi ci sono, vengono spesi con ritardi intollerabili? – si chiede Castellazzi – Pensiamo non sia necessario ripetere ancora una volta quanto sia importante valorizzare il nostro patrimonio storico-culturale a favore di un turismo di qualità distribuito in tutto l’arco dell’anno. Si auspica ovviamente, a questo punto, un rapido recupero del tempo perduto”.

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