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Porto di Savona, Giacobbe (Pd): “Le cose che funzionano continuino a funzionare”

Il deputato Pd interviene in merito alla nomina dei vertici della nuova realtà portuale che includerà anche lo scalo di Savona-Vado

Savona. “La figura del segretario generale è quella che si occuperà direttamente degli ‘uffici di scalo’, cioè di Savona-Vado. E’ importante che si tenga conto di questo, oltre che della necessità di competenze orientate soprattutto alla programmazione strategica del sistema portuale-infrastrutturale, che è quella che può consentire ai porti italiani e alla Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure Occidentale, di essere davvero competitivi”.

Così il deputato del Pd Anna Giacobbe interviene in merito alla nomina del presidente della nuova autorità portuale che riunirà i porti di Genova e Savona-Vado.

“A quanto pare – ribadisce Giacobbe – è prossima l’indicazione del presidente dell’Autorità Portuale di Sistema del Mare Ligure Occidentale: si avvia concretamente la costruzione della nuova governance dei porti. La scelta è fatta: rimangono tutte intere le ragioni per cui la comunità portuale savonese, le forze sociali e gli enti locali, anche con accenti diversi, hanno posto all’attenzione di tutti, da tempo, due questioni”.

“In primo luogo, è necessario che prosegua la costruzione della piattaforma di Vado, senza soluzione di continuità, senza intoppi o blocchi burocratici nel passaggio delle consegne. E’ sempre bene ricordare che quella è un’opera utile all’economia nazionale; in un momento di crisi dei traffici a livello mondiale, è davvero importante che grandi compagnie internazionali, Maersk, ed ora anche Cosco, abbiano scelto di radicarsi nel nostro ambito portuale: è la migliore garanzia dell’arrivo di traffici significativi e per un tempo duraturo, proprio perché ci sono criticità. Si tratta di un intervento perfettamente in linea con le scelte strategiche del Governo, anche perché è un progetto fortemente orientato al trasporto su ferro. Se il mondo è segnato dalla competizione globale, che come si sa fa morti e feriti, è così strano che il nostro territorio si preoccupi di mettere in sicurezza quell’investimento e quella prospettiva di sviluppo?”

Inoltre, “tra i porti di Genova e Savona-Vado esistono diversi sistemi di gestione, delle operazioni portali e del lavoro: vanno studiate soluzioni equilibrate per realizzare l’accorpamento, in modo da non creare danno sui costi per la merce, o problemi nei rapporti fra le componenti del sistema porto (terminalisti, compagnia, imprese in articolo 16). Oggi l’operatività di Savona si basa su una allargata e condivisa regolamentazione che consente al sistema di garantire l’accosto sia su banchine in concessione che su banchine pubbliche; esiste una modalità di gestione del lavoro in ambito portuale, un equilibrio tra imprese e lavoro autogestito, che ha funzionato e che non va compromesso, ma anzi migliorato per quanto possibile. Terminalisti, compagnia portuale e gli articolo 16 si sono dimensionati in modo da garantire efficienza operativa ed equilibri di bilancio. Governo, e Regione per la sua parte, devono dare garanzie che saranno preservati interessi che non sono di singoli operatori, o di piccoli poteri locali, ma dell’intera comunità portuale, del lavoro, della popolazione che vive dentro e intorno al porto di Savona Vado”.

“Il ministro Delrio – prosegue Giacobbe – ha recentemente affermato che le cose che funzionano devono continuare a funzionare e che questo sarà l’input del Governo nei confronti dei vertici della APdS. Bene: occorre che gli atti concreti siano conseguenti. Abbiamo bisogno di un lungo commissariamento? No, la proroga per Savona-Vado, quale che sia la sua durata, deve servire a prendere le misure a queste cose e a partire con il piede giusto”.

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