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Patteggiano gli autori della “spaccata” nella parafarmacia e studio medico di Loano fotogallery

Nei guai erano finiti tre giovani sorpresi dai carabinieri con le "mani nel sacco": volevano rubare prodotti parafarmaceutici

Loano. Si è chiuso con tre patteggiamenti il processo per direttissima che vedeva a giudizio i tre giovani, Paolo Alaria di 20 anni, Stefano Rotolo di 25 anni, e Hariz Caliku di 19 anni, finiti in manette la scorsa settimana per il tentato furto di un ingente quantitativo di prodotti farmaceutici a danno dello studio medico e della parafarmacia “Dr. Gloria” sulla via Aurelia a Loano.

Questa mattina Rotolo, pregiudicato finalese, ha patteggiato un anno di reclusione senza sospensione condizionale della pena, Alaria, pregiudicato originario di Ciriè, ma residente a Toirano, ne ha patteggiati dieci, mentre Caliku, di nazionalità albanese e residente a Toirano, otto mesi (era l’unico incensurato). Per tutti l’accusa contestata era di furto aggravato.

I tre erano stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Albenga che erano stati allertati da un cittadino loanese insospettito da alcuni rumori provenienti dal negozio. Così Caliku, Alaria e Rotolo, difesi rispettivamente dagli avvocati Camilla Fasciolo, Simona Poggi e Francesca Aschero, erano stati sorpresi dai militari ingauni, con l’aiuto dei colleghi di Loano e Pietra Ligure, prima di poter concludere il furto.

carabinieri loano

I danni per la parafarmacia erano ingenti perché i malviventi avevano sfondato la porta d’ingresso della parafarmacia mandando in frantumi il vetro centrale e poi avevano divelto il montante della porta interna che collega il negozio con lo studio medico.

Nel corso dell’udienza di convalida, Caliku si era avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Alaria e Rotolo avevano fatto alcune dichiarazioni, ma senza ammettere pienamente le responsabilità contestate. Il giudice aveva poi disposto gli arresti domiciliari per Rotolo (che non sono stati revocati), mentre gli altri due erano tornati in libertà senza nessuna misura cautelare.

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