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Passa da Savona la Route 21, il tour in Harley di tre ragazzi down

Il designer Gian Piero Papasodero per un mese in viaggio per l'Italia insieme a un gruppo di "motociclisti speciali"

Savona. “Questo è un viaggio fatto con amici e tra amici, con una finalità assolutamente normale… a renderlo speciale sono le persone che ci ospitano lungo la strada”. Così Gian Piero Papasodero descrive l’esperienza di Route 21, un viaggio per “motociclisti speciali” che ieri ha fatto tappa a Savona.

route 21

Gian Piero, nella vita designer di professione e harleyista per passione, da tre settimane è in viaggio per l’Italia con 3 ragazzi down: Luca, Federico e Damiano, “nati – dice lui – con un cromosoma birichino che tuttavia non impedirà loro di vivere una vita cosiddetta normale”. Partiti il 10 settembre da Faaker See in Austria, in sella alle loro Harley-Davidson sono rientrati in Italia da Trieste, passando dalla Slovenia, per poi fare tappa a Lignano Sabbiadoro, Bologna, Ravenna, Riccione, Tavullia, Pesaro, Civitanova Marche, Vasto, Pescara, Lecce, Tursi, Crotone, Benevento, Caserta, Roma, Viterbo, Arezzo, Perugia, Correggio e Genova; ieri sera l’arrivo a Savona, sotto la torre del Brandale.

L’idea nasce in seguito a un viaggio effettuato nel 2013 con Piero, un ragazzo con una disabilità motoria al 100%. “Durante quel viaggio – racconta il motociclista – successe una cosa particolare: i genitori e i disabili stessi mi contattavano per ringraziarmi, quasi come se fossero loro a viaggiare al posto di Piero in giro su quel sidecar. E’ stata davvero un’avventura speciale, anche per una serie di meccanismi che ha innescato… tra questi il fatto che sono stato contattato da alcune associazioni che mi hanno invitato a raccontare questo viaggio e a rendere partecipi i ragazzi ospiti di una struttura rispetto alla possibilità di fare qualcosa che va oltre il normale”.

route 21

Da qui nasce Route 21, un nome che coniuga la celebre Route 66 tanto cara ai motociclisti ed il cromosoma 21, alla base di diverse malattie genetiche tra cui la sindrome di Down. “La Route 21 è una strada ideale – spiega Gian Piero – un percorso che non esiste nella realtà ma nel quale si trovano diverse situazioni, si confrontano e talvolta si avvicinano molto di più che in altre circostanze della vita normale”.

Il gruppo viaggia di città in città facendosi ospitare in strutture che accolgono i disabili, e facendo volontariato in cambio di un pasto e di un letto. Un modo, anche, per rendere un po’ più “liberi” i ragazzi dalle costrizioni dovute alla loro malattia. E quale strumento migliore dell’Harley, uno dei simboli di libertà per eccellenza? “La moto è come la vita – è la metafora del biker – non è mai il momento giusto… in moto prendi caldo d’estate e freddo d’inverno, viaggi sempre scomodo, però ti dà percezioni che non potresti vivere altrimenti”.

E dopo la sosta di ieri sera il viaggio è già ricominciato. Oggi Gian Piero e i suoi ragazzi saranno a Torino, nei giorni successivi ad Alba e Milano, quindi a Padova. Quest’ultima tappa in origine non era prevista: lì il gruppo parteciperà all’inaugurazione del primo negozio d’Italia gestito da ragazzi down all’interno di un centro commerciale. “Un negozio i cui arredi sono stati realizzati dalla nostra associazione – svela – è il nostro dono alla cooperativa sociale che ha messo in piedi questa realtà”.

Il giro poi si concluderà sul Lago di Garda, per un totale di 30 giorni completamente “on the road”. Un’esperienza meravigliosa, confessa Gian Piero, anche se difficile da conciliare con una “vita normale”, fatta di lavoro e scadenze: “Come faccio? Quando si lavora in proprio si lavora tanto tanto tanto prima e tanto tanto tanto dopo – racconta con un sorriso – comunque durante queste settimane quello che ho potuto l’ho fatto con il computer e con il telefono”. E tra un chilometro e l’altro, tra una mail e l’altra, tanti tanti sorrisi, scherzi e gag, grazie a dei ragazzi “speciali”. I ragazzi della Route 21.

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