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Ottobre De André, raccolti 8405 euro per la Comunità di San Benedetto al Porto di don Gallo fotogallery

Apertura con i Clan Destino, ovazione per Teresa De Sio

Albenga. Ottobre De Andrè sempre più grande. Anno dopo anno continua a regalare grandi emozioni ad un pubblico entusiasta, messo nelle condizioni di diventare a sua volta protagonista dell’evento. Chiusura col botto al teatro Ambra dove Gino Rapa ha condotto abilmente l’ultimo appuntamento dell’edizione 2016 dedicato al Faber e al Gallo, trasformando il palcoscenico in una sorta di gigantesca osteria, appunto la cantina dei fieui di caruggi, dove si alternavano sapientemente musica, vino, allegria, amicizia, risate, solidarietà.

L’apertura è toccata agli eccellenti Clan Destino con una azzeccatissima interpretazione di Volta la carta che ha meritato i complimenti di Dori Ghezzi. Sono seguiti due momenti toccanti, che hanno profondamente colpito gli spettatori. Marco Ghini, accompagnato dall’amico fraterno Rossano Giallombardo, ha deposto le vesti abituali di cantante ironicamente demenziale e ha dedicato una intensa composizione ad un uomo in lotta con un ospite inatteso: il tumore. E Nando Rizzo, con Nico Terzi e Alberto Garassino, ha rivolto la sua “Dietro il naso di un clown” ai Sanna clowns, un gruppo di volontari che scelgono di dedicare parte del loro tempo ai bambini ricoverati negli ospedali. Tangibile la commozione in sala: tantissimi applausi e qualche lacrima. Ma i sorrisi sono subito tornati con Antonio Ricci e Dori Ghezzi, padrone di casa e madrina della manifestazione.

Una vera ovazione ha accolto poi Teresa De Sio che ha raccontato ai presenti una serie di preziosi aneddoti su Fabrizio De Andrè e don Gallo, prima della straordinaria interpretazione di Na via mezzo o mare,la sua versione in napoletano di Creuza de ma, accompagnata al bouzouki da Mauro Vero che ha poi deliziato il pubblico con l’interpretazione di Terra di C. Veloso, dal suo ultimo CD. Grande e gioiosa energia è stata trasmessa a tutti dall’intervento di Alberto Fortis che al pianoforte ha ripreso suoi successi come La sedia di lilla e Settembre e ha ricordato Pepi Morgia (presente in sala il figlio Emiliano). Tra i protagonisti dell’appuntamento uno scatenato e irrefrenabile Memo Remigi che si è raccontato con grande ironia tra le calorose risate del pubblico.

Cambio di scena con il soprano Paola Matarrese che ha interpretato l’Ave Maria di De Andrè e Amore che vieni amore che vai con una intensità struggente, meritandosi l’abbraccio spontaneo di Dori Ghezzi. Con lei sul palco Simone Calderoni e Michelangelo Vanni. Ancora grande musica con Danila Satragno, Gabriele Gentile e la piccola Sofia. Conclusione affidata a due canzoni “corali”, nel senso che sono state davvero interpretate da tutti gli artisti partecipanti, dai fieui di caruggi e dalle centinaia di persone presenti in platea (e galleria) del teatro Ambra: “Si può dare di più” (per ricordare l’invito alla solidarietà alla Comunità di San Benedetto al porto presente in sala con una significativa rappresentanza) e “Ho visto un re” (omaggio dei Fieui a Dario Fo recentemente scomparso). E sul palco, sempre presente la chitarra Esteve di Fabrizio De Andrè, portata ad Albenga da Laura Monferdini, curatrice del Museo Via del Campo 29 Rosso. Sembrava dicesse: “E’ bello pensare che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra…”.

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