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Nessuna molestia e violenza privata ad una vigilessa: assolto l’ex comandante della Municipale di Noli

Il commissario Michele Pellegrini era stato accusato da un agente di averla afferrata per un braccio, ma le accuse sono cadute

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Noli. Molestie, violenza privata e lesioni. Erano queste le accuse contestate all’ex comandante della polizia municipale di Noli Michele Pellegrini che, questa mattina, è stato assolto da ogni contestazione.

Il rinvio a giudizio del commissario dei vigili aveva preso le mosse dalla denuncia di un’agente che, all’epoca dei fatti, era in servizio nel comando di Noli, sotto la gestione di Pellegrini. La vigilessa lamentava di aver subito comportamenti scorretti dal suo superiore e, in particolare, il 1° febbraio del 2013, di essere stata vittima di una sorta di “aggressione verbale” davanti all’ingresso del Comune, sfociata poi in una “presa” ad un braccio per impedirle di allontanarsi.

Un episodio in seguito al quale al comandante era stata contestata l’accusa di violenza privata, poi allargata a quella di molestie perché, secondo l’accusa formulata dal pm Cristiana Buttiglione, per “contrasti lavorativi”, aveva controllato i movimenti della donna oltre l’orario di servizio e si sarebbe informato sulle persone che la vigilessa frequentava in ambito sindacale.

Nel corso del dibattimento, alla luce di alcuni certificati medici depositati dalla donna (parte civile nel processo con l’avvocato Tiziano Gandolfo), all’ex comandante era stata contestata anche l’accusa di lesioni in relazione proprio all’episodio in cui avrebbe afferrato per un braccio l’agente.

Accuse dalle quali Michele Pellegrini si è sempre difeso con decisione. In particolare i suoi difensori, gli avvocati Ivano Lusso e Paolo Scovazzi, hanno sostenuto che l’allora comandante non abbia mai molestato la vigilessa, ma si sia sempre limitato a chiederle semplicemente delle spiegazioni inerenti al lavoro perché sospettava che non svolgesse correttamente i compiti che lui le assegnava (“Come farebbe qualsiasi datore di lavoro. Aveva cercato di risolvere la situazione da buon ‘padre di famiglia’ e non facendo partire un procedimento disciplinare”).

Quanto all’accusa di violenza privata e le relative lesioni, i legali hanno ammesso che, quel giorno, Pellegrini avesse effettivamente toccato (ma non afferrato con violenza secondo la difesa) il braccio della vigilessa, ma soltanto perché lei si rifiutava di ascoltarlo e cercava di sfuggire ad un confronto con il superiore che era convinto di essere stato preso in giro.

Tesi che, evidentemente, sono state accolte dal giudice Emilio Fois che ha assolto Pellegrini “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di molesti e lesioni e “per particolare tenuità del fatto” per l’episodio avvenuto davanti al Comune di Noli.

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