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Narcotico nel cappuccino e nelle bibite per rapinare ignari uomini: quilianese condannata

Nell'agosto scorso una donna di 53 anni era finita in manette: è stata condannata a 4 anni e due mesi in abbreviato

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Savona. Quattro anni e due mesi di reclusione e duemila euro di multa con il rito abbreviato. E’ la condanna inflitta a Milena Zucchini, la cinquantenne quilianese finita nei guai con l’accusa di aver narcotizzato con un cocktail di medicinali due uomini per poterli rapinare.

Per questa vicenda, nell’agosto dell’anno scorso, la donna era finita in manette in esecuzione di un’ordinanza del gip Fiorenza Giorgi firmata su richiesta del pm Chiara Venturi. Chiuse le indagini, la vicenda è approdata in udienza preliminare, davanti al gup Maurizio Picozzi, dove Milena Zucchini, scartata l’ipotesi di patteggiare, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato (che consente comunque di ottenere lo sconto di un terzo della pena).

Secondo l’accusa, nel sua trappola erano caduti due uomini, entrambi conosciuti in un locale da ballo. Dalla pista la conoscenza si era poi spostata al bar dove il piano criminale si era concretizzato: qui la donna versava il narcotico nella bevanda della sua vittima che, stordita dagli effetti delle sostanze soporifere, veniva derubata.

Se non fosse stato per lo strano incidente stradale che aveva coinvolto uno di loro, un turista residente nel Basso Piemonte, probabilmente Milena Zucchini non sarebbe stata scoperta. Invece gli agenti della polizia stradale, insospettiti dalla dinamica dello schianto (l’uomo era finito contro un muro senza un apparente motivo), avevano effettuato accertamenti più approfonditi dai quali era venuto fuori che nel sangue dell’automobilista c’erano sostanze narcotiche. Un elemento che, unito al fatto che l’uomo si era ritrovato senza soldi e alcuni oggetti di valore, aveva permesso agli investigatori di capire cosa fosse accaduto.

Durante le indagini era poi spuntato l’altro caso: un secondo automobilista che, sorpreso dai poliziotti a passare con il semaforo rosso, era apparso “assente” e non aveva saputo dare una spiegazione di quello che aveva fatto. I successivi accertamenti investigativi avevano permesso di collegare anche lui con Milena Zucchini, conosciuta in un locale da ballo e con la quale, poco prima, aveva bevuto un cappuccino al bar. Di qui la doppia accusa di rapina che è costata alla donna la condanna (il giudice le ha anche imposto di risarcire le vittime).

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