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Mensa, diktat della preside: “Panino vietato ad ottobre, da novembre i bimbi mangeranno separati” foto

A Savona fa discutere il regolamento inviato ai genitori dalla dirigente dell'istituto comprensivo Manzino; a sorvegliare saranno docenti e collaboratori

Savona. L’istituto comprensivo di Savona III “G.Manzino” mette al bando il panino portato da casa. Per i bambini dell’asilo e quelli che alle elementari frequentano il tempo pieno, resterà off limits tutto l’anno; per quelli del modulo, invece, fino a fine ottobre, mentre da novembre chi consumerà il pasto preparato da mamma e papà a casa sarà “confinato” in un’area separata dai bambini che invece usufruiranno regolarmente del servizio mensa della scuola. I genitori sono avvisati.

E’ il diktat del dirigente scolastico Maria Claudia Nencini, che ha firmato un documento inviato ai genitori degli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria savonese, ma anche al personale docente della scuola. Perchè saranno proprio le maestre e i collaboratori a vigilare sul regolamento e a segnalare eventuali infrazioni.

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L’avviso numero 47, che ha come oggetto “la fruizione di pasti portati da casa nei locali scolastici”, impone grande attenzione da parte dei genitori, e pone limitazioni importanti. Il primo: i bambini dell’asilo non avranno la possibilità di consumare a scuola un pasto portato da casa perché secondo la stessa dirigente “la loro autonomia è ancora fortemente limitata e bisognosa del costante supporto delle docenti”. Dunque la questione sarebbe la praticità del servizio. Niente panino anche per i bambini delle elementari iscritti al tempo pieno. Si mangia solo ciò che propone la mensa. In questo caso di tratta di una questione di educazione: la dirigente, senza troppi giri di parole, spiega nella lettera che per il tempo pieno “le ore del pasto sono inserite a pieno titolo nel tempo scuola ed il pasto rappresenta un importante momento educativo“.

Gli unici a poter usufruire del celebre “panino”, ossia a poter portare il cibo da casa, saranno dunque i bambini che alle elementari frequentano il “modulo”, ossia hanno solo uno o due rientri la settimana. Ma anche in questo caso ci sono dei paletti. Il primo riguarda la sicurezza alimentare: la direttrice precisa che il cibo portato da casa “non deve necessitare né di una conservazione a freddo né di una successiva azione di riscaldamento. Questo ovviamente – sottolinea – limita di molto la possibilità circa il tipo di alimento e di conseguenza la varietà del cibo e la sua capacità di dare un apporto nutrizionale equilibrato”.

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La dirigente della scuola solleva anche la questione della profilassi e la tutela della salute degli alunni. “E’ necessario che i genitori che richiedono di consumare il cibo portato da casa producano un’autocertificazione di assenza di allergie alimentari: infatti questi bambini si troveranno a consumare il pasto a fianco di altri che consumano pasti diversi e non preventivamente conosciuti”. Quello destinato a far maggiormente discutere, comunque, è il terzo paletto: “Per motivi di opportunità educativa, di sicurezza igienica e di aspetti organizzativi chi consumerà il pasto proprio lo farà in un’area separata da chi usufruisce del servizio di refezione scolastica“.

La dirigente informa infine i genitori che “il regolamento del servizio di ristorazione prevede […] che non è consentito consumare o conservare alimenti e bevande nei refettori, diversi da quelli forniti dall’azienda di ristorazione”. Per questo il Comune ha chiesto un parere all’Asl circa l’effettiva possibilità dal punto di vista della garanzia e della sicurezza alimentare di permettere il consumo di pasti preparati a casa. “In attesa di quel responso, e al fine di organizzare il servizio alternativo con i servizi sorveglianza e pulizia, la possibilità di consumare cibo proprio non è consentita per tutto il mese di ottobre“. Insomma, almeno fino a fine mese al bando panini, pastasciutta o minestrine preparate a casa: alla mensa si mangia con tutti gli altri, oppure si salta il pranzo.

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