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Loano, la residenza protetta “Ramella” nel mirino della lista civica: “Trasparenza sulla gestione”

I consiglieri hanno effettuato una visita dalla quale sono emerse “numerose criticità"

Loano. I consiglieri della lista civica di minoranza LoaNoi Paolo Gervasi, Patrizia Mel e Daniela Oliva hanno presentato alla maggioranza del sindaco Luigi Pignocca un’interpellanza a proposito della residenza protetta “Ramella” di via Stella.

L’interrogazione fa seguito alla visita effettuata dai consiglieri qualche giorno fa, dalla quale sono emerse “numerose criticità che stridono fortemente sia con quanto propagandato nel 2014 che con i toni trionfalistici che un noto politico loanese utilizza, con fini elettorali, ad ogni evento legato alla struttura. Come se le poche e inadeguate attenzioni che gli ospiti ricevono non fossero loro dovute di diritto, ma si trattasse di magnanime e generose concessioni dell’amministrazione, che in questo modo dimostra una concezione a dir poco medioevale del rapporto con i cittadini”.

Tra le criticità individuate: “Gli ospiti presenti sono 40 e di essi, la maggioranza si può considerare non autosufficiente. Le operatrici sanitarie comunali sono tre e coprono un turno che va dalle 13.48 alle 210, dal lunedì al venerdì. Gli altri turni sono coperti dal personale della cooperativa (che gestisce anche tutto il secondo piano). Il personale infermieristico è presente solo a determinati orari e il dottore responsabile non è presente nella struttura. Per qualsiasi emergenza, è necessario contattare il 118 che ha già riscontrato difficoltà nel soccorrere alcuni ospiti perché le barelle non passano attraverso alcune porte delle stanze, troppo piccole. Inoltre le operatrici sanitarie comunali, seppure regolarmente formate e titolate, sono inquadrate come operatrici socio-sanitarie”.

Per quanto riguarda la struttura, invece: “Le camere sono 23 di cui 4 singole. La maggior parte di queste sono di circa 12 metri quadri e ospitano due persone in uno spazio davvero limitato, infatti il sollevatore utilizzato per manovrare gli ospiti non autosufficienti non passa in certi punti delle stanze (molti i segni presenti sulle ‘ciamprane’ e sui mobili) e costringe il personale a sforzi. Per l’accesso in un paio di stanze singole, è necessario transitare dalla palestrina di fisioterapia dove possono trovarsi anche ospiti che fanno terapia, senza alcuna privacy. Nel caso di ospiti in fin di vita, non c’è una stanza, sul piano, che possa essere loro destinata dove possano stare tranquilli, con il conforto dei loro parenti. Inoltre, il compagno di stanza è costretto a ‘vivere’ tutto il trapasso di colui che sta morendo (immaginatene anche lo stato d’animo)”.

“La sala dove gli ospiti fanno il bagno tendenzialmente non è adeguatamente riscaldata. Manca un ‘rullo’ che permetta di movimentare gli ospiti non autosufficienti. Alcune toilette hanno porte così strette che non riesce a passare una sedia a rotelle. I condizionatori sono presenti solo nel corridoio. Le camere sono calde, d’estate, mentre i condizionatori sono regolati ad una temperatura che fa sentire troppo lo sbalzo passando dalle stanze al corridoio”.

“Sul terrazzo a disposizione degli ospiti, le tende da sole sono rotte, alcune porte si aprono da sole quando tira vento. Il motore del condizionatore posizionato a terra, quando è in funzione, butta fuori aria molto calda e conseguentemente non è possibile posizionare, lì nei paraggi, delle carrozzine, rendendo lo spazio esterno ancora più angusto e non sufficiente per tutti. Vi sono buchi nel pavimento e grondaie che appoggiano sul pavimento senza essere convogliate da nessuna parte”.

“La struttura è trascurata (a parte un po’ di pittura fresca recente nei corridoi in seguito all’installazione dei condizionatori), vi sono muri scrostati con macchie di umidità nella sala da pranzo e soffitti ‘neri’ in alcune stanze e si rivela alquanto carente dal punto di vista della sicurezza, in quanto: le uscite di emergenza sono chiuse da cancelli, i cui ‘apriporta’ si trovano in altre stanze, non collocati ad altezza adeguata per una persona sulla sedia a rotelle. Le uscite di emergenza si trovano su scalinate che non sono dotate di ‘montacarichi’; la ‘centralina’ dei campanelli delle stanze si trova in cucina per cui, se un operatore socio sanitario dovesse essere lontano da questo locale nell’occuparsi di un ospite, sentire un campanello che suona non è così semplice”.

Loano Residenza Protetta Ramella

E ancora: “La stanza con i quadri elettrici non è chiusa a chiave(vi sono stati episodi di degenti che si sono nascosti al suo interno); alcune porte ignifughe non sono bloccate dalla calamita ma da sistemi di fortuna (sedie appoggiate); nell’ala ‘vecchia’ della casa di riposo, è presente una scala molto ripida e pericolosa che porta al piano superiore e che non è protetta da alcun cancelletto”.

“Le stoviglie utilizzate sono di ‘melammina’, materiale potenzialmente pericoloso se riscaldato nel forno a microonde e/o con cibi caldi. La struttura non ha internet e nessuna postazione Dae, nonostante Loano sia una ‘Città cardio protetta’. Non viene fatto compilare alcun questionario di gradimento dagli ospiti ormai da molti anni. Per contro, il secondo piano, restaurato dal Comune, è stato dato in gestione ad una cooperativa che lo utilizza come ‘albergo’. Le stanze sono spaziose, decorose, tutte con il bagno e l’aria condizionata. La terrazza è ben arredata ed in estate potrebbe essere utilizzata maggiormente dagli ospiti della struttura, invece questa viene utilizzata sono in occasione di particolari ricorrenze ‘istituzionali’. La struttura, anche quando è priva di ospiti, rimane aperta e potrebbe accedervi chiunque. Su questo piano, ma in stanze esterne alla parte data in gestione alla cooperativa, sono ospitate persone che mangiano nella casa di riposo comunale”.

Per questo motivo, i consiglieri comunali hanno presentato “un’interrogazione a risposta scritta al fine di ottenere maggiore trasparenza circa la gestione del Ramella e sensibilizzare la cittadinanza sulla reale situazione della struttura”.

In particolare, Gervasi, Mel e Oliva chiedono all’assessore competente (cioè Luca Lettieri) di conoscere “l’elenco del personale comunale operante presso la residenza protetta e presso la residenza sociale al secondo piano, il turno di lavoro svolto, l’inquadramento professionale e la qualifica e l’attività svolta nelle strutture; il tipo di organizzazione del lavoro adottata presso la struttura; il numero di degenti presenti in struttura, il numero persone in lista di attesa, la quantità di persone non auto-sufficienti, secondo le vigenti disposizioni di legge”.

E ancora, “l’ammontare delle risorse economiche Comunali (non derivanti da lasciti) impiegate sia nella manutenzione ordinaria che straordinaria del Ramella dal 2010 ad oggi; l’ammontare delle risorse economiche derivanti dai lasciti che dal 2010 ad oggi sono stati introitati e come sono stati impiegati, suddividendoli per casuali di spesa; l’ammontare delle risorse economiche sono state impiegate (e quando è stato svolto il lavoro) per ristrutturare il secondo piano della residenza e per istallare i condizionatori al primo piano”.

Commenti

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  1. Scritto da val76

    Sono felice di aver trovato questo articolo di denuncia della struttura del Ramella a Loano, in quanto da milite volontaria del 118 sono intervenuta una volta su una paziente ricoverata, insieme ad altri due miei colleghi, ed ho trovato una situazione gravissima nel suo complesso, soprattutto come cura del paziente, oltre che nella struttura in generale. Purtroppo non pox scendere nei particolari in quanto trattasi di situazione molto delicata, ma vi assicuro che il 118 di Savona è stato prontamente da me informato telefonicamente, passo dopo passo, su tutto ciò che era successo e che stavamo facendo, con tanto di note scritte sul ns. rapportino di intervento e riprese verbali agli stessi infermieri presenti in quel momento e che ci hanno accompagnato nella camera della paziente. Una cosa allucinante credetemi… anche già nelle risposte degli stessi infermieri alle ns. domande in merito alla paziente. Vergognoso.

    1. Scritto da Patrizia Vasta

      In merito al commento della Sig.ra val76, intervengo in qualità di responsabile del personale infermieristico chiamato in causa dalla stessa, per denunciare la totale falsità di quanto segnalato e comunicare che verrà dato seguito, nelle opportune sedi, alle azioni necessarie alla tutela della professionalità di tutto il personale che opera nella struttura.