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Loano, i gettoni dei consiglieri comunali destinati a scopi sociali

Si conclude la querelle iniziata nel 2013, quando i consiglieri del Pd avevano proposto a tutti i loro colleghi di rinunciare ai compensi

Loano. Saranno destinati a scopi sociali i gettoni di presenza dei consiglieri della passata e della presente amministrazione di Loano. Ad annunciarlo è stato il presidente del consiglio comunale Gianluigi Bocchio nel corso della riunione del parlametino locale tenutasi ieri sera.

La settimana scorsa i capigruppo delle varie anime dell’assemblea per decidere in quale modo utilizzare i fondi derivanti dalla rinuncia dei gettoni da parte degli ex consiglieri della lista civica di minoranza “è Tempo” Dino Sandre, Lorenzo Gotti e Betti Garassini, di quelli del Gruppo Misto Giulia Tassara e Roberto Fraanco e degli ex consiglieri di maggioranza Francesca Galati e Agostino Delfino.

I capigruppo hanno deciso di destinare tali fondi a scopi sociali e perciò il presidente del consiglio ha chiesto ai servizi sociali coordinati dall’assessore Luca Lettieri di indicare una possibile terna di interventi da finanziare con queste risorse. Del “fondino” fanno parte i compensi donati da alcuni dei consiglieri della passata amministrazione e di quella attuale (per l’anno in corso e fino al 2018).

Pare essere destinata quindi a concludersi la querelle iniziata nel 2013, quando i consiglieri del Pd Tassara e Franco avevano proposto a tutti i loro colleghi di rinunciare al gettone di presenza, in modo tale da creare un fondo e “avere a disposizione un budget che possa essere investito in un progetto condiviso in consiglio e realizzato sul territorio”.

La proposta era stata raccolta solo dai consiglieri Sandre, Gotti e Garassini e dai consiglieri di maggioranza Galati e Delfino. Gli esponenti della maggioranza, invece, avevano preferito adottare un’altra soluzione (peraltro già portata avanti già prima della proposta del Pd) e cioè quella di destinare una quota dei loro compensi ad associazioni di volontariato o di beneficenza del territorio.

Questa relativa differenza di vedute aveva scatenato una querelle che, a distanza di tre anni, va avanti ancora oggi: i duemila euro di fondi risparmiati, infatti, non hanno ancora trovato un utilizzo concreto nonostante le diverse proposte avanzate nel corso degli anni.

Più di recente il gruppo delle “Mamme Attive” di Loano, da sempre particolarmente sensibili circa le tematiche del decoro e dell’accessibilità dei parchi pubblici loanesi, aveva proposto di utilizzare il gettone di presenza per acquistare un gioco o una giostra per i bambini diversamente abili e magari anche un nuovo gioco in sostituzione di quello danneggiato all’interno del parco Don Leone Grossi.

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