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Invalida e senza lavoro, il dramma di una signora finalese: “Il Comune mi ignora”

La richiesta: "Diano i contributi e gli aiuti a chi veramente ne ha bisogno"

Finale L. Dramma, frustrazione e solitudine, la paura di essere abbandonata e lasciata sola, nel disagio economico e sociale. E’ la storia di una signora 50enne di Finale Ligure, invalida al 75% e che vive sola tra mille difficoltà: senza lavoro e con pochi contributi e aiuti per poter andare avanti dignitosamente.

E come lei tanti altri finalesi stanno mettendo nel mirino il sistema di aiuti e contributi concessi dal Comune di Finale Ligure alle persone in difficoltà seguite dagli assistenti sociali, che spesso si vedono passare davanti persone con situazione ben migliori e che ricevono un sostegno mensile fisso.

“Non ne posso più di questa situazione e ormai mi sento presa in giro dal Comune che pare stia ostacolando le mie pratiche e richieste. Attendo da maggio un lavoro, in quanto rientro nell’art. 68 della legge sugli invalidi che prevede un impiego obbligatorio: prima, quando stavo a Loano non avevo problemi, ma dopo il mio trasferimento a Finale le cose sono precipitate…Mi dicono di aspettare, sono in attesa, se ne parla forse il prossimo anno…Ma io vivo oggi e non tra qualche mese!” dice disperata la signora finalese, che ha incontrato anche il sindaco Ugo Frascherelli per capire il perché dei mancati aiuti.

“Al momento dal Comune solo qualche contributo per gli affitti, è vero, ma vedo persone ricevere contributi regolari con una situazione ben diversa della mia. E come me sento altra gente che si lamenta di metodi e contenuti nella distribuzione degli aiuti. Ma ci sono delle priorità?” aggiunge la 50enne di Finale Ligure.

“Tra l’altro sono venuta a scoprire io, e non dall’assistente sociale, la possibilità di ricevere bonus sulle bollette e altro, quanto per le spese alimentari sono ancora in attesa: anche in questo mi hanno detto ‘…vedremo dal 2017…’. La mia situazione è disperata e non posso continuare in questo modo, ho anche varie spese per medicine e cure e mi serve un aiuto concreto e immediato, a cominciare dal lavoro che mi spetta”.

“Quello che dico e il messaggio che voglio lanciare è che i contributi e gli aiuti li diano a chi veramente ne ha bisogno e non solo a qualcuno…Chiedo al Comune di aiutarmi e di fare la sua parte per permettermi di vivere e avere un futuro” conclude la signora finalese.

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