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Incidente al musicista Agostino Celti nel castello di Garlenda: il processo dovrà ricominciare dal giudice di pace

Il reato non è "colpa professionale" e quindi il giudice monocratico ha dichiarato la propria incompetenza, ma adesso si rischia la prescrizione

Garlenda. Non ci sarà nessun processo penale per lesioni colpose davanti al giudice monocratico per l’incidente che aveva coinvolto, il 20 agosto 2011 il musicita Agostino Guarino (in arte Agostino Celti) che, all’interno del castello Costa-Del Carretto di Garlenda, era precipitato in un vano ascensore rimasto aperto. Questa mattina infatti, alla luce di un’eccezione preliminare presentata dal legale del Comune di Garlenda, responsabile civile nel processo, il giudice Marco Canepa ha dichiarato l’incompetenza e trasmesso gli atti al giudice di pace.

Secondo la tesi dell’avvocato Stefano Rizzo infatti la colpa contestata dalla Procura a Carmen Spigno, in qualità di presidente dell’Associazione “Amici nell’Arte” che aveva in concessione l’uso del castello per attività culturali, a Raffaella Bonfiglio, responsabile area tecnica del Comune, e Giuseppe Iaria, responsabile di quella amministrativa, non poteva rientrare nella fattispecie “professionale” e, di conseguenza di competenza del tribunale monocratico. Per questo motivo, trattandosi di “colpa ordinaria”, secondo il legale del Comune di Garlenda la competenza ricade sul giudice di pace. Un’osservazione accolta dal giudice Canepa che ha quindi dichiarato l’incompetenza sul procedimento in questione.

L’iter del processo dovrà quindi ripartire da zero, ma rischia di finire in prescrizione prima di poter ricominiciare davanti al nuovo giudice. Tutti e tre gli imputati (assistiti dagli avvocati Marco Altamura, Ilaria Giusto e Claudia Arduino) sono accusati di lesioni colpose perché, secondo la tesi della Procura, come responsabili del castello avrebbero dovuto prendere tutte le precauzioni possibili per segnalare il pericolo e per assicurare l’interdizione del vano ascensore che invece era accessibile perché al momento dell’incidente la porta era aperta.

Agostino Guarino, parte civile nel processo, quel giorno, era precipitato per quasi 5 metri procurandosi gravi fratture vertebrali con una prognosi superiore ai 40 giorni (la caduta gli ha anche lasciato lesioni permanenti).

Il presidente del circolo artistico-culturale “Amici nell’Arte” Carmen Spigno, nei mesi scorsi, si è sempre difesa chiedendo anche aiuto per sostenere le spese legali: “Come molti ricorderanno, il musicista Agostino Guarino era precipitato nel ‘pozzo’ del costruendo ascensore del castello Costa-Del Carretto di Garlenda, la cui porta di accesso non era stata in alcun modo segnalata, né resa invalicabile, come invece previsto dalla legge in questi casi. Inoltre nessuno dell’amministrazione comunale di Garlenda ci aveva mai informati della presenza di tale insidia nel castello. Le chiavi per accedere allo stesso, in quel periodo, non erano state consegnate esclusivamente al Circolo ‘Amici nell’Arte’, ma anche ad altri soggetti per le loro iniziative collaterali, quali un matrimonio, due serate massoniche e l’evento ‘Calici di Stelle’, il 10 agosto 2011. A nessun associato del Circolo, né tantomeno al presidente, era mai stata affidata la custodia del palazzo”.

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