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Impresa, i dati di Unioncamere: nel savonese chiudono i negozi e triplicano i fallimenti

In Liguria nel trimestre estivo è304 imprese, artigianato ancora in sofferenza

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Liguria. Nel terzo trimestre 2016 in Liguria si sono iscritte al Registro delle Imprese 1.756 imprese, 42 in meno rispetto al 3° trimestre 2015, ma sono notevolmente diminuite rispetto a un anno fa anche le cancellazioni (-187), che nel trimestre ammontano a 1.452, determinando un saldo ancora positivo pari a 304 imprese, quasi doppio rispetto al 2015.

Lo stock complessivo delle imprese, che comprende tutte le imprese presenti nell’archivio delle Camere di Commercio e non cessate (attive, inattive, sospese, in liquidazione e fallite), rispetto a settembre 2015, si è ridimensionato dello 0,4%, attestandosi a fine settembre al valore di 163.005 unità, mentre per le imprese artigiane la riduzione è stata più consistente, passando da 45.185 a 44.725 unità (- 1,0%).

Nonostante un saldo complessivamente positivo, determinato da oltre 600 iscrizioni di imprese non classificate, dall’analisi dei settori economici si sono registrati saldi negativi nei comparti quantitativamente più significativi, particolarmente nel commercio (-110), nelle costruzioni (-49), nei servizi turistici (-54) e nelle attività manifatturiere (-26); saldi positivi nelle attività professionali (+12 imprese) e nel noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+24).

Il saldo nei primi 9 mesi dell’anno risulta negativo (-433 unità) contro un saldo positivo registrato nel 2015 (+84 unità).
Dall’analisi dei dati per singolo trimestre si evince che in entrambi gli anni è il primo trimestre a registrare un saldo negativo (dovuto al concentrarsi delle cessazioni sul finire dell’anno precedente, registrate poi all’Anagrafe delle Camere di Commercio ad inizio anno), ma mentre nel 2015 i saldi positivi del 2° (soprattutto) e 3° trimestre hanno controbilanciato il saldo negativo registrato nel 1° trimestre, così non è avvenuto nel corso del 2016. Dall’analisi dei settori è sempre il commercio a registrare il saldo negativo più alto: nel 2015 è stato pari a -644 imprese, nel 2016 si è ulteriormente aggravato, -837 imprese.

A livello provinciale Genova ha “guadagnato” 178 imprese, Imperia 19, Savona 53 e La Spezia 54. Le attività manifatturiere e il turismo hanno registrato un saldo negativo in tutte e quattro le province, mentre l’unico settore a segnare un trend positivo da ponente a levante è quello relativo ai servizi alle imprese; ma è il commercio il comparto che presenta gli aspetti più problematici.

In particolare, nel capoluogo ligure si sono registrati forti segnali negativi nel commercio (-56 imprese), nelle attività turistiche (-40), nei trasporti (-19) e nelle costruzioni (-18). In provincia di Imperia è il commercio ad aver registrato il saldo negativo più alto (-23 imprese), seguito dalle costruzioni e dal manifatturiero (entrambi a -10). In provincia di Savona sono le costruzioni ad aver registrato le maggiori difficoltà con un saldo pari a -24 imprese, mentre nell’estremo levante è di nuovo il commercio il settore più in sofferenza, con un saldo pari a -34 imprese.

Le imprese artigiane continuano a registrare un saldo negativo, pari a 20 unità, con una contrazione sia delle iscrizioni (-11,8% rispetto al 3° trimestre 2015) che delle cancellazioni (-19,6%). A livello provinciale solo la provincia di Imperia ha registrato un saldo positivo, +4 unità, La Spezia chiude il trimestre con un saldo pari a -1, segue Genova con una “perdita” di 10 imprese e infine Savona con un saldo pari a -13 unità.

Nel periodo estivo sono state aperte 54 procedure fallimentari in Liguria, il 20,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015: 12 hanno riguardato aziende che operano nel commercio (-14,3%) e 10 nel turismo (+233,3%). La maggior parte di queste procedure, il 68,5%, ha riguardato società di capitale.

A livello provinciale Genova ha registrato una diminuzione del 23,3% con 33 procedure fallimentari aperte, Imperia del 16,7% e La Spezia del 68,8%: solo Savona ha registrato un aumento, pari al 266,7%.

Anche le domande di concordato preventivo hanno subito una frenata e sono passate da 11 a 5: il capoluogo ligure ne ha aperte 2, mentre Imperia Savona e La Spezia ne hanno registrate 1.

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