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Esodati, Pastorino (RaS): “Rischio beffa con l’ottava salvaguardia: il governo ci ripensi”

"L'esecutivo deve accogliere senza riserve le richieste dei comitati”

Regione. “Ancora una volta potremmo essere di fronte a una probabile bugia del governo. Da una parte Renzi annuncia ai quattro venti che con la prossima salvaguardia, l’ottava, avremo la definitiva risoluzione del problema esodati, ma contemporaneamente pone ulteriori vincoli alla manovra: è opinione diffusa che l’ottava salvaguardia non coprirà tutti i 34 mila esodati rimasti, come promesso, ma ne interesserà soltanto 28 mila. Peraltro si delineano pesanti discriminazioni, senza alcun criterio: tre le platee individuate, ma soltanto alcune categorie potranno beneficiare della salvaguardia integrale di 36 mesi, mentre altre subiranno un taglio a 24 mesi ed altre ancora a 12 mesi. Paradossalmente i più colpiti saranno proprio gli esodati più deboli, cioè quelli che non hanno potuto versare all’Inps i contributi volontari e altri che sono stati licenziati da un lavoro a tempo determinato. Insomma: alla fine il governo non trova i soldi per gli esodati; però poi riesce a inventarsi i fondi per le fantasmagoriche promesse elettorali che arrivano in occasione del referendum costituzionale”.

A dirlo è il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino commentando le ultime anticipazioni sull’ottava salvaguardia per gli esodati. Pastorino aggiunge: “Purtroppo siamo abituati alle frottole del governo Renzi, che riesce non solo a contraddire il lavoro svolto dalle commissioni lavoro di Camera e Senato, ma anche a smentire le dichiarazioni dei suoi stessi ministri. Le rassicurazioni di Poletti sono parole al vento? Non sarebbe una novità, si veda al capitolo Ericsson”.

“Il problema esodati va letto sicuramente in chiave nazionale; ma questo schiaffo riguarda in special modo la Liguria, una regione in cui questa piaga ha colpito con particolare durezza. Migliaia di persone cui non è stata riconosciuta la condizione di fuoriusciti dal mondo del lavoro; migliaia di persone che avevano sottoscritto un patto con lo Stato, cancellato in modo disdicevole dal manovra 2011 del governo Monti”.

“Va riconosciuto: giunta e consiglio regionale si sono mobilitati, hanno fatto molto per mettere la parole fine su questo problema assurdo; ma ora tocca allo Stato riparare ai torti. Per questo, come Rete a Sinistra, appoggiamo integralmente le posizioni espresse dalla ‘rete dei comitati degli esodati’. Sosteniamo le loro istanze: primo, restituire il diritto alla pensione per tutti i 34.000 esodati ancora esclusi, utilizzando fino in fondo i risparmi ottenuti con le 7 salvaguardie precedenti; secondo, la maturazione del requisito previdenziale per tutte le categorie, nessuna esclusa”.

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