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D’Arrigo: il compito di un allenatore consiste nel far sviluppare le competenze tecniche e tattiche

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Lunedi 12 settembre, sul campo sportivo di Busalla ha preso il via il progetto “Agorà” targato Davide Brunello, una costola del “Mese del Mister” che permetterà ai tecnici di tutta la regione ligure di potersi confrontare con i più grandi maestri di tattica (e non solo) italiani.

Ad aprire le danze, è stato Francesco D’Arrigo, a lungo calciatore e allenatore professionista e dal 2011 docente del Settore Tecnico Federale di “Tecnica e Tattica” nei corsi Uefa B (l’ultimo dei quali lo ha tenuto recentemente in quel di Alassio) e insegnante nei cinque corsi annuali UEFA A e UEFA PRO per allenatori professionisti organizzati nella sede centrale di Coverciano dalla FIGC. I suoi noti materiali di studio sono disponibili online per gli aggiornamenti annuali obbligatori destinati alle migliaia di mister delle categorie dilettanti distribuite in tutto il territorio italiano. Il tema pricipale della serata calcistica, ospitata dall’ASD Vallescrivia 2010, ha avuto come denominazione “Il senso del gioco, l’individuo e la squadra al centro del progetto di crescita”. Perché il calcio italiano è in crisi di risultati da anni? Come mai non siamo riusciti a stare al passo con le innovazioni di gioco prodotte in Spagna, in Germania e in Inghilterra?

D’Arrigo irrompendo con forza su queste tematiche, ha introdotto la parte teorica del suo apprezzato intevento proponendo ai numerosi tecnici ed addetti ai lavori presenti, una prospettiva “rivoluzionaria” sulla metodologia di allenamento: “è un’illusione comandare lo sviluppo del gioco attraverso moduli e schemi rigidi, come si usa fare in Italia” è la frase con cui ha esordito.

Proseguendo poi così: “La causa delle sconfitte e delle vittorie non sta nella scelta del 4-4-2 o del 4-3-3, perché gli eventi che costituiscono una partita sono in larga parte imprevedibili. Al contrario, il compito di un allenatore consiste nel far sviluppare ai propri giocatori quelle competenze tecniche e tattiche che permettano di cercare in ogni momento «qualcosa di straordinario», per «andare a vedere che cosa succede dietro le linee avversarie» in modi sempre nuovi e affidati alla fantasia dei giocatori”. La ricetta proposta da D’Arrigo è in pratica un’autentica rifondazione dei principi fondamentali della disciplina e, insieme, un percorso narrativo, raffinato ma accessibile a tutti, per capire le più grandi innovazione del calcio di oggi.

Per spiegare ai convenuti il suo “senso del gioco”, D’Arrigo si è servito nella seconda parte dell’incontro di esempi pratici lavorando sul green con le giovani promesse del vivaio busallese introducendo esercitazioni aventi lo scopo di tramettere principi fondativi quali i tempi di gioco, le linee di passaggio e le scelte a disposizioni dei singoli nel gioco collettivo. Un’ampia scelta di modalità di allenamento con situazioni ed esercizi senz’altro utili a ogni mister per allenare il pensiero complesso e la dimensione emotiva del giocatore. Il tutto senza aver la pretesa di “dare risposte”, quanto di essere di stimolo per ripensare il calcio in Italia e per rendere omaggio a “questo gioco straordinario”.

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