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Ciclismo, ora il doping è diffuso anche tra gli amatori: “beccato” il vincitore di Laigueglia e Loano

Stavolta si tratta dello spezzino Alessio Ricciardi, una settimana fa era stato trovato positivo il suo amico e concittadino Daniele Attolini

Loano. “Non siamo eroi, siamo dei pazzi scatenati. Per un ciclista l’importante è vincere, non pensi mai che ti possono beccare, che ti puoi ammalare”. Le parole tratte da “Bestie da Vittoria”, libro scritto dall’ex ciclista professionista Danilo Di Luca, risuonano da mesi nel mondo del ciclismo.

Di Luca, reo confesso, ha reso noto ciò che, in passato, già in tanti nell’ambiente delle due ruote avevano sospettato, temuto, capito: l’assunzione di sostanze illegali, per molti ciclisti, è all’ordine del giorno.

Il “ciclismo pulito” non ci sta; gli appassionati si ribellano, segnano il loro nuovo “anno zero” e provano a ripartire. Fin quando non arriva un nuovo scandalo.

L’elenco dei campioni ufficialmente coinvolti, che abbiano visto la loro carriera interrotta perché colti sul fatto oppure che abbiano subito sanzioni quando ormai erano sul viale del tramonto, è lunghissimo. Dai noti casi di Marco Pantani e Lance Armstrong, da Richard Virenque ad Ivan Basso, ci sono passati tutti, o quasi. Dall’Operación Puerto del 2006 in poi, è stato un terremoto continuo. Albi d’oro riscritti, squalifiche su squalifiche. Per la funesta eritropoietina, ma non solo.

Ma non sono solo i “pesci grossi” a cadere nella rete. Il fenomeno del doping riguarda anche, o forse ancor di più, gli amatori. Coloro i quali lottano per portarsi a casa qualche centinaia di euro, se non un pacco di prodotti tipici con cibarie e vino. Vincere piace a tutti ed ecco che anche chi non può rincorrere fama e gloria mondiali, ma solo primati locali, si lascia andare all’uso, poco raccomandabile e tutt’altro che sportivo, delle sostanze proibite.

Le granfondo ciclistiche, che siano in bici da corsa o mountain bike, sono sempre più affollate. Il calendario di anno in anno diventa più ricco; in molte di esse i partecipanti superano il migliaio. Tantissimi appassionati che corrono con il solo obiettivo di tagliare il traguardo; davanti, invece, un drappello che lotta per il successo. Questi ultimi, più o meno, sono sempre gli stessi.

I casi di doping che coinvolgono i protagonisti delle gare che si sviluppano sulle strade delle granfondo stanno divenendo sempre più frequenti. Nell’ottobre 2014 Alfonso Falzarano, ciclista pistoiese, vinse la Granfondo Sité da Prìa, arrivando solitario al traguardo con un distacco abissale sul secondo. Alcune settimane dopo venne incriminato di traffico di sostanze dopanti e poi squalificato per 15 anni. L’operazione venne denominata “Amateur”.

Un altro amatore c’è cascato di recente. Si tratta di Daniele Attolini. Spezzino, classificatosi terzo alla Granfondo Loabikers ad inizio ottobre, è risultato positivo proprio ad un controllo effettuato proprio alla corsa loanese. Eritropoietina ricombinante, testosterone e suoi metaboliti di origine non endogena.

Lo stesso ormone, che stimola la produzione di globuli rossi aumentando così la disponibilità di ossigeno ai tessuti muscolari favorendo il recupero durante l’attività, è stato utilizzato da un altro ciclista che quest’anno si è messo in luce sulle strade del Savonese, e non solo, vincendo Granfondo di Laigueglia, Sanremo-Sanremo e Granfondo Loabikers: Alessio Ricciardi.

Anch’egli spezzino, 33enne, dopo una promettente carriera da Under era passato professionista, ma dopo soli tre mesi era stato costretto ad abbandonare per una tendinopatia femore rotulea ad entrambe le ginocchia. Nel 2014 è tornato in sella e si è dato alle granfondo, diventando subito un vincente. Ora è tesserato Aics per la Dal Colle Legend Miche.

A marzo Ricciardi è giunto primo al traguardo della Granfondo Internazionale Laigueglia, posto in cima a Colla Micheri dopo oltre 80 chilometri di fuga solitaria.

Ad aprile, alla Granfondo Internazionale Alassio Sixs, è arrivato secondo battuto solamente allo sprint. A settembre lo spezzino è salito sul podio ad Albenga: terzo alla Granfondo Noberasco. Ad ottobre ha vinto la Granfondo Loabikers.

Non pago dei successi ottenuti in Liguria, Ricciardi ha cercato e trovato gloria alla Granfondo Tre Valli Varesine, svoltasi a fine settembre. Prima, quindi, della sua vittoria a Loano. Lo spezzino vinse; ora è giunta la notizia: l’esito del controllo svolto al termine della gara lo vede positivo. Insieme a lui, calando nuovamente la mannaia, il Tribunale Nazionale Antidoping ha sospeso altri tre, per altre sostanze, in altre gare.

Daniele Attolini e Alessio Ricciardi, che peraltro sono amici, sono così passati entrambi dal podio di Loano alla sospensione.

Diuretici, ormoni, stimolanti. Il Ministero della Salute a stimato in tre quarti il numero degli atleti amatoriali di sport di resistenza che ricorrono ad un “aiutino”.

Considerata la passione che si è respirata nelle tante granfondo ciclistiche che hanno animato la provincia di Savona durante il 2016, con partecipazioni numerosissime di atleti provenienti da tutta Italia, i nomi dei sospesi verranno dimenticati in fretta. Ma l’augurio degli appassionati e il desiderio di tutti gli altri partecipanti che lottano nelle retrovie e di poter applaudire vincitori puliti, sperando che i podi delle numerose granfondo in programma nel 2017 non vengano in seguito “mutilati” da nuove squalifiche.

Commenti

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  1. Scritto da fa

    Marco Pantani non è mai stato trovato positivo ad alcun controllo antidoping,prego informarsi prima di scrivere, grazie

    1. Scritto da riccardochioccoloni

      pantani è stato beccato. alla stessa maniera di armstrong con controlli retroattivi. informati http://www.gazzetta.it/Ciclismo/24-07-2013/doping-tour-98-pantani-cipollini-zabel-lista-positivi-epo-20837284033.shtml