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Carabiniere scomparso, sospese le ricerche. Il disperato appello della famiglia: “Torna a casa, tuo figlio ti aspetta” fotogallery video

Il mistero nel telefonino "resettato", si continua ad indagare per rintracciare il militare scomparso da sabato scorso

Magliolo. Sono di fatto sospese le ricerche di Luca Catania, il carabiniere di 46 anni disperso a Magliolo da sabato scorso e del quale non si hanno più notizie: l’unità di crisi e il presidio delle squadre di ricerca sarà smantellato, anche per l’arrivo dell’ondata di maltempo e dell’allerta meteo. Per sabato mattina è prevista una perlustrazione mirata da parte dell’elicottero, che scandaglierà ancora l’area boschiva battuta palmo a palmo in questi giorni.

E’ quanto è emerso dal vertice che si è svolto oggi in Prefettura sulla scomparsa del militare, con la decisione di sospendere temporaneamente le ricerche del carabiniere di Magliolo: domenica o al massimo lunedì si svolgerà un nuovo incontro per fare il punto della situazione, anche alla luce degli accertamenti in corso sulla misteriosa scomparsa di Luca Catania. Al vertice, coordinato dal prefetto Giorgio Manari, hanno preso parte i rappresentanti delle Forze di Polizia della Provincia, dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, del Servizio 118 “Savona Soccorso” e del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i percorsi e gli obiettivi della ricerca, già individuati e verificati dal posto di comando avanzato operante sul luogo. Durante la riunione è stato riferito che le attività di ricerca si sono svolte incessantemente su tutto il territorio, senza tralasciare zone impervie e luoghi poco accessibili, con impiego di numerosi uomini, cani molecolari e mezzi; attività che tuttavia non hanno fornito elementi utili al ritrovamento di Luca Catania: “Non risulta più necessario mantenere permanentemente nella zona la struttura operativa del posto di comando avanzato, attivato già dalle prime ore dalla segnalazione” si legge in una nota della Prefettura. Quindi l’UCL (Unità di Comando Locale) è in fase di dismissione. 

“Le attività di ricerca proseguiranno secondo metodologie di ricerca più mirate, che potranno essere effettuate anche negli ambiti individuati da specifiche segnalazioni, opportunamente vagliate e verificate dalle competenti Forze di Polizia e di protezione civile” conclude la Prefettura.

Questa decisione e il passare delle ore alimenta naturalmente la pista investigativa dell’allontanamento volontario, probabilmente un allontanamento studiato e pensato meticolosamente (forse anche lo sparo sentito nei boschi potrebbe essere stato un tentativo di sviare le indagini e le ricerche). E la possibilità che Luca Catania si sia allontanato in maniera improvvisa e senza dare spiegazioni è ormai presa in considerazione anche dalla famiglia del carabiniere: in questi giorni il papà e il fratello hanno seguito giorno dopo giorno le ricerche nei boschi della zona, setacciati  in ogni angolo anche con l’aiuto di volontari e cacciatori che conoscono molto bene tutta la zona.

Ecco il disperato appello della moglie Silvana: “Luca torna a casa, ti prego, c’è tuo figlio che ti aspetta e ti vuole riabbracciare…Qualsiasi cosa ti abbia spinto a fuggire la risolveremo…Non ti preoccupare: l’importante è tornare assieme e tornare alla nostra normalità…Ti prego, mettiti in contatto con noi, ritorna…”. La moglie del militare ha voluto anche respingere ogni illazione sulla scomparsa del marito: “Tante voci, indiscrezioni o altro: sono tutte sciocchezze, lasciamo lavorare gli investigatori sperando che possano rintracciare Luca e capire cosa possa essere successo” conclude.

Anche il fratello aggiunge: “Siamo disperati, non sappiamo darci un perché, sono stati giorni drammatici e vogliamo sapere se almeno stai bene, che non ti sia successo nulla…Un messaggio, un segnale…Noi siamo qui ad aspettarti per riabbracciarti forte e starti vicino, qualsiasi cosa sia successa…”. La famiglia smentisce anche di aver contatto una medium per conoscere cosa possa essere successo al loro caro.

Carabiniere scomparso da Magliolo: terzo giorno di ricerche

Secondo gli investigatori il mistero della scomparsa di Luca Catania potrebbe trovare risposte solo nel cellulare dell’uomo, che è stato però resettato prima della fuga e che il militare ha lasciato a casa assieme a soldi e documenti: solo la pistola d’ordinanza ha portato con se, facendo temere per giorni la possibilità di un gesto estremo del 46enne, ex assessore e consigliere comunale del Comune di Magliolo. Gli investigatori continua a verificare ogni aspetto della vita del carabiniere: smentita anche l’ipotesi di alcuni debiti che avrebbero spinto il militare in servizio a Finale Ligure ad un allontanamento così repentino, senza lasciare alcuna traccia.

E anche nella giornata di oggi non emerse novità su segnalazioni utili e sui controlli effettuati  sulle immagini degli impianti di video sorveglianza di aeroporti, stazioni e porti. Resta solo la testimonianza di un signore che dice aver visto camminare Luca nei boschi, proprio fino al punto dove si sono fermati i cani molecolari.

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