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Cairo, schiaffo alla moglie durante una lite: patteggia 2 anni e 4 mesi

In manette era finito un 28enne marocchino, dopo la sentenza resta agli arresti domiciliari

Cairo M. Lo scorso 4 ottobre è finito in manette con l’accusa di aver colpito la moglie con uno schiaffo al culmine di una violenta litigata. Questa mattina, per quella vicenda, un ventottenne marocchino, A.S., 28 anni, residente a Cairo Montenotte, ha patteggiato due anni e quattro mesi di reclusione per il reato di maltrattementi in famiglia e lesioni.

Secondo la denuncia raccolta dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cairo, infatti, quello dello scorso ottobre non sarebbe stato un caso isolato, ma nel marzo scorso ci sarebbe stato un altro episodio violento (un pugno al ventre) nei confronti della consorte, una trentaduenne italiana. Di qui la contestazione di maltrattamenti in famiglia.

Il nordafricano, da tempo residente in Italia, nel corso dell’udienza di convalida, aveva ammesso di aver tirato uno schiaffo alla moglie, ma si era anche difeso fornendo una sua versione dei fatti. In particolare il nordafricano aveva spiegato di aver reagito dopo che lei, per motivi di gelosia (sembra per qualcosa che l’uomo stava guardando sul cellulare), si era arrabbiata con lui e lo aveva colpito nelle parti intime.

Dopo averlo ascoltato il giudice aveva convalidato l’arresto e, come richiesto dall’avvocato Emiliano Berruti, difensore del marocchino, aveva concesso all’imputato gli arresti domiciliari a Quiliano (ovviamente lontano dalla donna) con il permesso ad uscire esclusivamente per raggiungere il posto di lavoro. Una misura cautelare che, dopo il patteggiamento di questa mattina, resta valida.

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