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Caccia allo storno, gli ambientalisti annunciano: “Il Tar ha sospeso la delibera della Regione”

"Da oggi pomeriggio l'abbattimento di storni in Liguria torna ad essere violazione penale"

Liguria. “Il Tar della Liguria ha sospeso la delibera della giunta regionale con cui si apriva la caccia in deroga allo storno per il periodo dal 25 settembre al 25 dicembre”. Ad annunciarlo sono la “Lega Abolizione Caccia”, la Lav e l’Enpa, che avevano presentato ricorso contro la delibera di giunta regionale numero 567 del 17 giugno che autorizzava l’apertura del prelievo in deroga a tutela degli olivicoltori. Il provvedimento aveva ottenuto parere preventivo favorevole da parte dell’Ispra-Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale.

A stabilirlo, in particolare, è il decreto cautelare numero 215 del 3 ottobre 2016, notificato alle parti nel primo pomeriggio dal presidente della 2^ sezione del Tribunale Amministrativo Regionale: “Nel provvedimento monocratico urgente del presidente del Tar si fa riferimento ad ‘una situazione di estrema gravità ed urgenza’ da rendere necessaria una prima sospensione, in attesa della pronuncia collegiale (sempre di sospensiva) prevista per il prossimo 27 ottobre”, specificano Lac, Lav ed Enpa.

Il ricorso ai giudici amministrativi è stato promosso dalle tre associazioni ambientaliste ed animaliste, che erano patrocinate dallo studio dell’avvocato Claudio Linzola di Milano: “Sconfitte dunque al primo round la Regione Liguria e l’Associazione Nazionale Uccellatori ed Uccellinai (Anuu-Migratoristi), che aveva affiancato nel giudizio i legali della giunta regionale”.

Nell’acquisire la documentazione relativa a tutta la pratica, le associazioni per la tutela della fauna avevano appreso delle “forti pressioni del mondo venatorio per ampliare, con la deroga per questa specie protetta a livello nazionale e comunitario, l’elenco delle specie cacciabili. E’ stato in particolare contestato il pretesto fasullo della tutela delle produzioni olivicole , col previsto abbattimento di 11 mila esemplari (da parte di duemila cacciatori autorizzabili), includendo a tale scopo vastissimi territori dell’entroterra, in decine di comuni, non classificati come comuni olivicoli e/o privi di oliveti”.

Quindi, “da oggi pomeriggio l’abbattimento di storni in Liguria torna ad essere violazione penale con rischio di sequestro giudiziario del fucile e delle prede abbattute per i trasgressori. Lo scorso 3 dicembre per una delibera quasi identica relativa alla passata stagione venatoria la Regione Liguria, oltre all’annullamento dell’atto, era stata condannata in via definitiva anche al pagamento di 5 mila euro di spese legali alle stesse associazioni ricorrenti Lac, Enpa e Lav”.

Dichiara Guglielmo Jansen a nome del coordinamento delle tre associazioni ricorrenti: “La Regione continua a distogliere risorse economiche ed energie di funzionari e dirigenti per fotocopiare e riapprovare senza vergogna deliberazioni che sono da anni oggetto delle motivate censure dei giudici amministrativi; il tutto solo per accontentare i piccoli capricci di una frangia minoritaria del mondo venatorio (il numero dei cacciatori liguri, peraltro, è precipitato a 16 mila nel 2016); sarebbe ora di finirla e di occuparsi di cose più serie ed urgenti”.

Per il 27 ottobre è fissata la discussione nel merito dei rilievi sollevati nel ricorso al Tar della Liguria.

Commenti

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  1. parole al vento
    Scritto da parole al vento

    E’ quasi una tragedia! Se non si può più sparare allo storno come/cosa faranno gli “amanti della natura”, chi proteggerà
    gli uliveti (anche se quest’anno di ulive non ce ne sono), chi proteggera’ il tetto di casa mia dallo “sporco” degli uccelli?!!!
    Ma quando nel Consiglio Regionale si smetterà di sperperare soldi pubblici?!!!
    Triste/tragico è leggere che in Liguria vi sono ancora ben 16.000 cacciatori. Ma vadano a sparare al piattello (se sono
    capacci a colpirlo).Naturalmente è molto più facile sparare in uno sciame di uccelli. In mezzo a tanti qualcuno cade sempre.