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Otto ordigni della seconda guerra mondiale ritrovati sul fondale dell’Area Marina di Bergeggi fotogallery

Per settant'anni hanno riposato silenziosamente sul fondale tra pesci, barche, bagnanti e nuotatori sportivi

Bergeggi. E’ stata sganciata con l’obiettivo di uccidere e distruggere, ma per settant’anni ha riposato silenziosamente sul fondale marino di uno litorali più suggestivi e incontaminati della Liguria e d’Europa, tra pesci, imbarcazioni, milioni di bagnanti delle spiagge e migliaia di nuotatori sportivi. Ed è stato proprio un nuotatore a ritrovarla e a dare l’allarme.

Lo scorso 9 ottobre l’Area Marina Protetta dell’isola di Bergeggi si è tenuta la sesta edizione di “Swim the Island”, manifestazione sportiva di nuoto in acque libere che si tiene regolarmente nello specchio d’acqua compreso tra Spotorno, Bergeggi e la sua isola omonima. All’edizione 2016 hanno preso parte 2.600 nuotatori provenienti da 40 diverse nazioni.

Durante l’allenamento, uno dei nuotatori ha notato un grosso polipo che si infilava nella propria tana. Incuriosito, l’atleta è sceso a 3 metri di profondità per osservarlo meglio. E’ stato proprio a questo punto che lo sportivo ha notato, sul fondale, la presenza di una bomba della seconda guerra mondiale inesplosa.

L’ordigno era lungo 40 centimetri e aveva un diametro di 12 centimetri e giaceva a pochi metri dalla falesia di Punta del Maiolo, sul lato di levante.

Riemerso, l’atleta ha subito segnalato il ritrovamento all’ufficio parco e il martedì successivo, cioè l’11 ottobre, il centro carabinieri subacquei di Genova (che collabora in azioni di tutela ambientale e ricerca subacquea con l’ente parco da molti anni e che stava effettuando degli addestramenti di routine in zona) ha effettuato un “tuffo” di verifica.

Una bomba nell\'area marina di Bergeggi

Constatato che si trattava di un ordigno bellico, i carabinieri hanno fatto partire una comunicazione alla prefettura di Savona e in poche ore la capitaneria di porto di Savona ha emesso un’ordinanza per interdire l’area.

Non appena le condizioni meteo lo hanno permesso, il nucleo di brillamento esplosivi e il raggruppamento subacquei della Marina Militare di La Spezia, con il supporto della motovedetta della capitaneria di porto di Savona, hanno raggiunto la punta del Maiolo e in poche ore hanno rimosso l’ordigno.

Le operazioni di rimozione, però, hanno rivelato una sorpresa: a pochi passi dal primo ordigno, infatti, ne sono stati ritrovati altri sette. Carabinieri, Marina MIlitare e capitaneria di porto hanno già avviato le operazioni di rimozione degli altri oggetti ritrovati. La bonifica dovrebbe avvenire entro la giornata di domani. Mercoledì, poi, tutti gli ordigni verranno fatti brillare a distanza di sicurezza, al largo del porto di Vado Ligure.

Il Comune di Bergeggi e l’Area Marina Protetta ringraziano “per l’efficienza il centro carabinieri subacquei di Genova, gli artificieri e raggruppamento subacquei della Marina Militare di la Spezia, la capitaneria di porto-guardia costiera di Savona e la prefettura per il tempestivo coordinamento”.

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