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Arrestato dopo aver dato in escandescenze all’Inps: ora si rifiuta di essere sottoposto alla perizia psichiatrica

L'accertamento psichiatrico era stato richiesto dal legale dell'imputato, ma il perito ha chiesto una proroga perché finora non è riuscito a svolgere l'esame

Savona. Nel luglio scorso era finito in manette per aver dato in escandescenze, in due occasioni, all’interno della sede Inps di Savona. Nel corso del processo per direttissima il legale di un quarantacinquenne savonese, Stefano Lupino, aveva chiesto ed ottenuto che il suo assistito fosse giudicato con il rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica. Ad oggi, però, il perito non è ancora riuscito ad effettuare l’accertamento perché l’imputato si rifiuta di sottoporsi all’esame.

Questa mattina quindi, anziché discutere sull’esisto della perizia, il giudice ha concesso una proroga fino a dicembre al dottor Gianluigi Rocco che deve effettuare l’accertamento medico.

Secondo l’accusa, nel luglio scorso, Lupino si era presentato nella sede dell’Istituto, in piazza Marconi, per chiedere notizie in merito ad un sussidio, ma aveva finito per perdere la pazienza e danneggiare alcune apparecchiature informatiche. A quel punto il quarantacinquenne era stato bloccato dalla guardia giurata in servizio all’Inps savonese.

Tra i due era anche nata una colluttazione nella quale Lupino aveva tentato di asportare la pistola d’ordinanza del vigilante (che era stato medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di otto giorni). All’arrivo dei carabinieri, tra l’altro, l’uomo si era scagliato anche contro di loro.

Lupino deve rispondere di tentata rapina, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. In udienza l’uomo si era difeso dicendo di essersi recato all’Inps unicamente per avere informazioni circa il sussidio che gli spetterebbe e che invece non aveva ancora ricevuto. Il suo difensore, l’avvocato Lucrezia Novaro, aveva chiesto che il suo assistito venisse giudicato con il rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica che accerti la sua capacità di intendere e volere (e di conseguenza se possa o meno essere imputabile).

Il giudice aveva accolto la richiesta ed aveva rimesso in libertà l’imputato con l’obbligo di firma quotidiana al comando dei carabinieri.

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