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Area di crisi per il savonese, le proposte del Partito Democratico

Il Pd propone di creare un percorso che porti alla definizione di un un piano di rilancio industriale della provincia di Savona

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Savona. “Il riconoscimento di area di crisi industriale complessa nell’area riguardante la provincia di Savona e in particolare l’area di Vado Ligure, Quiliano, l’intera Val Bormida (con i suoi diciotto Comuni, a partire da Cairo Montenotte, Cengio, Altare, Carcare e Millesimo), Finale Ligure e Villanova d’Albenga è un passaggio importante, così come sono importanti le tempistiche con cui dovrà pervenire il provvedimento del ministero competente per evitare che la crisi diventi irreversibile”.

A sostenerlo sono i membri della segreteria provinciale del Pd, l’assemblea provinciale e gli esponenti dei circoli del Pd di Vado Ligure, Quiliano, Finale Ligure, Villanova D’Albenga, – Cairo Montenotte, Carcare, Altare, Cengio , Millesimo e Albisola Superiore, che già nei giorni scorsi avevano organizzato, sullo stesso argomento, una tavola rotonda dal titolo “Area vasta di crisi del Savonese, quali soluzioni” alla quale aveva partecipato il responsabile economico del Pd Filippo Taddei.

Secondo i Dem, quella che ha colpito il savonese è “una crisi che parte da lontano: infatti, già nel 2006 era stato stipulato un ‘Accordo di programma Stato-Regione’, ripreso e riadeguato nel 2013 per dare impulso a un territorio provinciale già in difficoltà. La situazione è sicuramente peggiorata e le tre emergenze relative a Tirreno Power, Bombardier e Piaggio Aero, con correlato indotto, si vanno a sommare alle criticità già determinatesi con pesantissime ricadute, come quelle dell’Acna di Cengio, della Ferrania, di Italiana Coke e della Viglietti di Cairo Montenotte, nonchè quelle che hanno investito le vetrerie di Altare e Carcare, la Demont, la Fresia di Millesimo e il loro indotto, solo per citarne alcune tra le molte che hanno toccato diversi comparti produttivi della provincia di Savona.

“A fini esemplificativi richiamiamo la situazione dell’area delle Albisole: la crisi di aziende quali Fac, Amande e Piral ha comportato la perdita di 175 posti di lavoro. Sono questioni complesse, ognuna con una propria fisionomia, che, messe a sistema, disegnano una situazione molto grave di questo territorio nel suo complesso, con indicatori davvero preoccupanti nel quadro sociale, politico ed economico. I numeri complessivi risultano pesanti. In una provincia di 280 mila abitanti solo la vicenda Tirreno Power ha cancellato tra il 2014 e il 2015 ben 850 posti di lavoro tra diretti e indotto; negli ultimi mesi Bombardier, con 106 esuberi dichiarati dall’azienda a cui va aggiunto l’indotto, Piaggio con 132 aprono ulteriori incognite. Ricordiamo, per comprendere meglio la gravità del problema, che negli anni 2015-2016 nell’area riguardante Vado Ligure, Quiliano, Finale Ligure, Villanova e Val Bormida la perdita di posti di lavoro è pari a 5.600 unità”.

La tavola rotonda del Pd sull'area di crisi del savonese

“In questo drammatico contesto riteniamo che il Governo, che con il riconoscimento dell’area di crisi complessa ha fornito strumenti importanti per la riqualificazione e la reindustrializzazione dell’area, debba vigilare sulle linee industriali decise dal management aziendale e dagli azionisti di tali aziende per ottenere il rilancio delle attività industriali, dell’occupazione, e il rispetto degli accordi già sottoscritti. Auspichiamo, inoltre, che le prossime future scelte aziendali abbiano importanti ricadute sia occupazionali che territoriali nel rispetto degli investimenti già sostenuti e spesso accompagnati da importanti contributi pubblici”.

Secondo il Pd savonese, “in questi anni, di fronte a tali emergenze, gli Enti e le amministrazioni locali, che sono stati determinanti con il loro impegno e le loro competenze al riconoscimento dell’area di crisi, si sono trovate sempre più in difficoltà nell’affrontare tale emergenza occupazionale con ricadute negative sul territorio e sulle persone. Oggi, soprattutto i Comuni, che hanno perso la vicinanza del governo regionale, devono affrontare una crisi che colpisce nel profondo la società e i valori che hanno da sempre contraddistinto la crescita del nostro Paese e della nostra Provincia: la cultura del lavoro in primis, ma anche quella della solidarietà e dell’impegno sociale, principi fondanti anche del Partito Democratico, principi per la cui salvaguardia dobbiamo batterci in ogni sede e a ogni livello politico e amministrativo”.

“Anche per queste ragioni oggi abbiamo bisogno che il Governo eserciti sino in fondo la propria azione a sostegno di soluzioni che salvaguardino il patrimonio industriale e professionale, in modo da mantenere il radicamento industriale nel territorio, l’occupazione e la tutela del tessuto tecnologico. Grazie all’iniziativa congiunta degli amministratori locali, del governo e delle parti sociali si è potuto avviare un percorso importante che consente di disporre, nei territori inseriti nell’area di crisi, di strumenti potenziati, sia per quanto concerne gli ammortizzatori sociali che per quanto riguarda nuove leve finanziarie per il sostegno agli investimenti”.

Al fine di traguardare l’obiettivo di rilancio dell’industria savonese, il Partito Democratico intende farsi “promotore dell’avvio di un percorso, che coinvolgendo tutti i Comuni del territorio (compreso il Comune di Savona), definisca un piano di rilancio industriale della provincia di Savona, all’interno del quale siano individuate filiere, aree disponibili, asset qualificanti del territorio (quali ad esempio il campus di Savona) e strumentazione finanziaria (nazionale e regionale) per favorire un piano di investimenti industriali e di ricollocazione dei lavoratori su nuovi interventi di sviluppo, innovazione e ricerca, prevedendo a tal fine percorsi formativi e di valorizzazione del capitale umano”.

L’obiettivo deve essere quello di “salvaguardare i posti di lavoro e, attraverso l’attrazione anche di nuovi investitori con l’attivazione degli strumenti di finanziamento nazionale e regionale, di riuscire a crearne di nuovi, per dare un futuro industriale a un territorio, quello savonese, interessato da una crisi così drammatica. E’ fondamentale che il tavolo che condurrà i lavori per la definizione del piano di rilancio industriale della provincia di Savona coinvolga tutti i soggetti del territorio e, fin da subito, la Regione. Chiederemo con decisione all’ente regionale di assumere impegni concreti e precisi, impiegando risorse per la competitività delle imprese e la formazione, in modo da ampliare la tipologia di strumenti già messi a disposizione dal governo”.

“In questa situazione va inquadrata la realizzazione, oggi in itinere, di un’importante infrastruttura portuale come la piattaforma Maersk di Vado Ligure. Tale opera, che tanto ha visto dibattere la comunità vadese, deve essere inserita in un nuovo quadro infrastrutturale di sistema portuale, ferroviario e viario funzionale. Riteniamo però che un ulteriore e necessario sforzo debba essere compiuto per attrarre sui nostri territori alcune attività di trasformazione dei traffici portuali, oggi maggiormente spinti verso le grandi aree logistiche del Basso Piemonte. Non saremo senz’altro noi a poter competere in termini di economicità e spazi con quei territori, ma la politica, quella con la P maiuscola, deve saper contare anche su queste decisioni per dare una spinta all’economia e all’occupazione della nostra provincia”.

“Il Partito Democratico savonese si impegna ad essere soggetto attivo e propositivo, in collaborazione con gli Enti locali, al fine di garantire le migliori scelte industriali e occupazionali per il rilancio del territorio”.

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