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Albissola Marina, il titolare della Garitta contro il Comune: “Qui clima di terrore, ospitalità da ospizio”

Durissimo attacco di Giorgio Cazzante alla giunta Nasuti: "Regolamenti poco democratici e aliquote altissime"

Albissola Marina. “Il tessuto commerciale e turistico di Albissola, ormai rovinato, ha bisogno di forme di pubblicità ben diverse, e necessita di un’importante rivalutazione da parte di chi gestisce il sistema commerciale dal punto di vista regolamentare e amministrativo”. E’ un attacco duro e diretto quello che Giorgio Cazzante, titolare del ristorante bar La Garitta, sferra contro l’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Nasuti: sotto accusa finisce l’iniziativa annunciata dalle pagine di IVG tre giorni fa, che vede gli chef albissolesi collaborare con la Casa di Riposo Caterina Corrado.

L’idea è della Coop. Punto Service, che ha invitato i ristoratori di Albissola a dedicare una serata, nel loro giorno di riposo, agli anziani ospiti della struttura. Una iniziativa che lo stesso Cazzante definisce lodevole ma che, secondo il gestore della Garitta, servirebbe in realtà a “mascherare” le mancanze del Comune in materia di turismo e movida.

“L’iniziativa promossa dal Comune di Albissola Marina, diffusa da IVG, è estremamente importante sotto il profilo etico e morale, da parte di tutti i ristoratori coinvolti – spiega Cazzante – ‘Entrare’ con i propri piatti dentro alla Casa di Riposo ‘C.Corrado’ al fine di migliorare il benessere delle persone molto anziane ospitate presso la Casa di Riposo è un atto molto nobile, a cui nessun ristoratore dovrebbe sottrarsi. Tuttavia, secondo le opinioni personali di chi scrive – in un momento critico che sta vivendo la comunità commerciale albissolese – è opportuno fare alcune considerazioni”.

“Albissola Marina, da sempre centro di arte e cultura, attualmente trova una grave problematica nella sua espressione ed espansione commerciale – prosegue il gestore della Garitta – Le attività commerciali vivono in un clima di ‘terrore’, non solo per le altissime aliquote che devono affrontare dal punto di vista economico, ma soprattutto per i regolamenti poco democratici che sono stati siglati in materia di ‘movida’ sia per quanto riguarda le restrizioni di orario, sia per le regolamentazioni riguardanti le attività culturali di intrattenimento”.

“Trovare un riconoscimento sociale e mediatico – accusa Cazzante – attraverso attività, seppure utili e meravigliose dal punto di vista etico,  per sopperire alle carenze turistico/commerciale che quest’amministrazione comunale ha creato, è un atto che serve solo a contribuire alla percezione negativa che il turista medio può ottenere ‘immaginando’ Albissola Marina come un Comune a vocazione turistica, come è stato dagli anni ’60 fino a pochi anni fa”.

La “crociata” di Cazzante, in realtà, parte da lontano: da mesi il ristoratore è in aperta polemica con le scelte della giunta Nasuti in materia di intrattenimento e movida. “L’ospitalità ‘a misura di ospizio’ rispecchia perfettamente ciò che quest’amministrazione ha voluto – e vuole – far recepire attraverso le proprie iniziative. Con questo, è da considerarsi nobiliare sia la buona volontà dei ristoratori, e soprattutto la disponibilità da parte del Circolo degli Artisti di prestare opere d’arte per una causa umana e sociale: tuttavia è importante che chi fa commercio non si faccia sviare da queste ‘finte forme di coinvolgimento’, ma si renda conto di quello che sta accadendo ad Albissola Marina”.

“Non capisco né quali siano i regolamenti ‘antidemocratici’ né chi ‘viva nel terrore’ – replica il sindaco Nasutiquesta vicenda è, francamente, per me incomprensibile. Ad Albissola i locali probabilmente chiudono anche più tardi che altrove, e Cazzante è sostanzialmente è l’unico che si lamenta. Parlare giusto per dare aria alla bocca è pericoloso… se ci sono regole che creano problemi le indichi precisamente, e vedremo cosa si può fare. In realtà l’unica ragione per cui fa polemica è che il suo locale ha la necessità della valutazione di impatto acustico: e sinceramente lo trovo anche giusto, è una questione di civiltà. Per questo gli sono state chieste delle prescrizioni, a cui lui si rifiuta di ottemperare“.

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