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Albenga, testimonianza-shock di un sacerdote: “Sesso in cambio di soldi per l’ex vescovo Oliveri”

Il vescovo Borghetti annuncia: “Pronti ad agire contro chi ha infagato la nostra dignitá”

Albenga. Un nuovo scandalo agita il sonno della Diocesi di Albenga-Imperia. Riguarda monsignor Mario Oliveri che si è dimesso dall’incarico lasciando la guida pastorale al vescovo Borghetti. Secondo quanto racconta il “Fatto Quotidiano”, l’allora direttore della locale Caritas, Filippo Bardini, testimoniando in Procura a Savona avrebbe riferito che “il vescovo Mario Oliveri paga sistematicamente denaro per avere prestazioni sessuali nel suo studio. Che io sappia – ha aggiunto – si tratta di maggiorenni, i quali in cambio della prestazione sessuale ottengono soldi. Sono soggetti che vanno per un aiuto, e poi subiscono le pesanti richieste del vescovo”.

Quanto contenuto in quelle conversazioni è divenuto di dominio pubblico con gli atti dell’inchiesta sul sacerdote Nello Giraudo, poi condannato ad un anno previo patteggiamento dell’imputato. Era accusato di aver avuto rapporti con minorenni. Sempre secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, sulla vicenda, a seguito delle dichiarazioni di don Bardini, era stato aperto un fascicolo, ma senza indagati. I fatti, inoltre, se anche configurassero qualche tipo di reato, sarebbero prescritti.

Immediata la replica della Diocesi per voce del vescovo attuale Guglielmo Borghetti. “In riferimento a quanto apparso quest’oggi sul quotidiano Il Fatto Quotidiano relativamente ad infamanti affermazioni riguardanti il Vescovo emerito di Albenga – Imperia Mario Oliveri ed altre autorevoli personalità ecclesiastiche del Ponente Ligure, comunico che una volta appurato che le affermazioni in virgolettato riportate in apertura di articolo siano veramente state prodotte dal sacerdote della Diocesi di Albenga-Imperia citato nell’articolo stesso, il Vescovo Oliveri, mio predecessore, ha ferma volontà di procedere in ogni sede civile e penale ritenuta opportuna contro il sacerdote in questione, sentendo gravemente lesa la sua buona fama“, scrive Borghetti che esprime sentimenti di amarezza e profondo dolore ”nell’apprendere che un prete della Nostra Diocesi abbia potuto esprimere accuse così gravi contro il suo superiore diretto senza informare altresì l’autorità ecclesiastica competente. La Chiesa di Albenga-Imperia soffre, ma con essa la Chiesa tutta di cui è parte viva”.

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