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Borghetto, in piazza della Libertà un monumento dedicato ai valori della Resistenza fotogallery

Lo ha realizzato lo scultore Simone Finotti su richiesta della partigiana Adriana "Vittoria" Colla per Anpi

Borghetto Santo Spirito. Sarà inaugurato il prossimo 8 settembre, giorno dell’Armistizio, il nuovo monumento dedicato alla Resistenza realizzato dallo scultore borghettino Simone Finotti. L’opera è stata commissionata dalla partigiana Adriana Colla (conosciuta col nome di battaglia di Vittoria), presidente onorario della sezione Anpi “Sandro Pertini” di Borghetto, che ha deciso di donarla al Comune. La scultura sarà collocata in piazza della Libertà, proprio davanti a Palazzo Pietracaprina.

Il nuovo monumento alla Resistenza di Borghetto

Il fulcro dell’opera di Finotti è la Costituzione, cioè il documento che per tanti costituisce il “manifesto” degli ideali della Resistenza partigiana: “Il libro della Costituzione si trova al centro – spiega l’artista borghettino – Alla destra ci sono due mani: una è chiusa a pugno e simboleggia quanti, nel corso dei decenni, hanno tentato in diversi modi di far venire meno le libertà che poi sono state inserite all’interno della carta costituzionale. L’altra mano, invece, ha il pollice inserito tra indice e medio: si tratta di un gesto di ‘presa in giro’ e vuole richiamare quanti hanno offeso la Costituzione coi loro comportamenti”.

“Sul lato sinistro della scultura, invece, ci sono due mani aperte che sorreggono il libro: sono quelle dei partigiani e di quanti hanno dato la loro vita per difendere la libertà e la Costituzione. Le mani sono due, una dietro l’altra: quella più a contatto con il libro identifica i partigiani che hanno preso parte alla Resistenza; quella posta più indietro e che ‘aiuta’ la prima richiama invece quanti si sono adoperati per gli stessi obiettivi in epoca successiva e lo fanno ancora oggi”.

Il libro, le mani chiuse a pugno e quelle che lo sorreggono, insomma, hanno un significato preciso: stanno ad indicare che chiunque vorrà violentare la Costituzione troverà sempre pronti a sorreggerla Anpi e chiunque condivida gli ideali della Resistenza.

Il nuovo monumento alla Resistenza di Borghetto

Ad arricchire il monumento una serie di incisioni che riportano i principi fondamentali che hanno animato la lotta partigiana: democrazia, solidarietà, libertà, giustizia e pace. In basso a destra, accanto alle mani che cercano di “violentare” la costituzione c’è anche un orologio le cui lancette segnano le 4.10. “Si tratta di un orario molto preciso – rivela Finotti – ma del quale non dico niente. Invito quanti abbiano curiosità su questo dettaglio ad andare a scoprire cosa è avvenuto a quell’ora”.

L’opera, come detto, è stata commissionata dalla partigiana Vittoria, che oggi ha 94 anni e ha vissuto in prima persona sia l’epoca fascista che poi il periodo della Resistenza: “Adriana Colla mi ha lasciato totalmente libero di esprimere la mia arte come meglio ritenessi – spiega Finotti – Per questo motivo ho utilizzato il marmo, che è uno dei miei materiali preferiti, e ho scolpito tutto con gli strumenti di una volta, cioè trapano, subbia e mazzetta. Inizialmente il blocco pesava 40 quintali, ora circa 18: quindi ho rimosso ben 22 quintali di materiale. Si tratta di un monumento diverso rispetto a quelli tradizionali. Al centro, infatti, non ci sono i temi classici della simbologia della Resistenza ma ci sono le mani, che sono uno dei miei soggetti principali”.

Il nuovo monumento alla Resistenza di Borghetto

Le mani sono da sempre uno dei “temi” preferiti di Finotti. Sette mani che si intrecciano, ad esempio, costituiscono “Amok”, il monumento che lo scultore ha donato lo scorso anno al Comune di Borghetto e che ricorda le sette vittime del crollo del condominio “Albatros” avvenuto nel 1965. Il monumento è stato posizionato in piazza Caduti sul Lavoro, che si trova esattamente nel punto in cui sarebbe dovuto sorgere l’edificio.

Il nuovo monumento alla Resistenza di Borghetto

Per Finotti realizzare questa scultura ha avuto un significato particolare: “Credo fortemente nella Costituzione italiana – spiega – Credo che tutti i principi che afferma siano più che giusti e che essi vadano applicati le modo corretto. Io ho cercato di esprimere questa idea nel modo che mi è più congeniale”.

Ma non solo: “Sono passati ormai più di 70 anni dalla fine della guerra e dall’epoca della Resistenza – osserva – Tanti protagonisti di quel periodo ormai non ci sono più. A me personalmente resta il ricordo di mio nonno, che è stato un partigiano, e le tante storie narrate dagli anziani che frequentavano l’hotel gestito dalla mia famiglia, i quali mi hanno sempre raccontato dell’azione formidabile compiuta partigiani a favore della nostra patria. Anche per questo sono orgoglioso di realizzare questo monumento”.

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