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Infortunio sul lavoro, cede ponteggio e operaio precipita da 10 metri fotogallery video

Gravissime le condizioni dell'uomo trasportato all'ospedale Santa Corona: cantiere sotto sequestro, aperta inchiesta

Vado L. Grave infortunio sul lavoro nel primo pomeriggio in via Ernesto De Litta a Vado Ligure, dove, secondo quanto appreso, un operaio è caduto facendo un volo di una decina di metri.

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L’episodio si è verificato poco dopo le 14:00, in un cantiere edile. Stando alle prime informazioni l’operaio stava lavorando sul tetto di un edificio dove è in corso la bonifica dall’amianto, quando si è verificata la caduta improvvisa dal quinto piano, dal lucernario all’interno dello stabile, con l’uomo che è precipitato al suolo. 

Immediati sono scattati i soccorsi con l’arrivo sul posto dei militi della Croce Rossa di Quiliano e dell’automedica del 118: l’operaio, un cittadino sudamericano residente a Genova,, M.A.E., 35 anni, è in condizioni molto gravi a seguito dei traumi riportati nella caduta, con un volo di 10 metri: un forte trauma cranico e fratture multiple. Dopo averlo stabilizzato per l’uomo è stato disposto il trasferimento d’urgenza presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

infortunio lavoro

Restano da appurare i motivi del crollo del ponteggio che ha provocato la terribile caduta, con l’operaio precipitato rovinosamente a terra e ora in condizioni molto gravi. Sul posto stanno ancora operando i carabinieri di Vado Ligure per i rilievi e gli accertamenti sul drammatico infortunio sul lavoro.

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Indagini anche da parte degli ispettori della Asl 2 savonese che hanno svolto un primo sopralluogo nel cantiere. Ascoltati i cinque colleghi dell’operaio caduto: la Procura di Savona ha aperto una inchiesta e ha posto sotto sequestro l’area del cantiere. Resta inoltre da appurare se tutte le norme antinfortunistiche e sulla sicurezza del cantiere siano state rispettate.

Commenti

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  1. Scritto da El Rey del Mundo

    Se facessero dei controlli serrati…quelli dell’Ispettorato…ma di Savona. E non i nuclei che vengono da fuori (chissà come mai???!!!). In tal modo molti albanesi rimarrebbero a spasso; eliminando a monte la concorrenza sleale nei confronti di chi paga tasse e contributi regolarmente (65% del fatturato). Si potrebbe così far valere (finalmente) il famoso ed incompiuto “DURC” che in edilizia privata si può usare come carta igienica…per gli albanesi…alla faccia di chi paga 7/8mila euro all’anno di contributi + tasse; loro con quei soldi si comprano alloggi in patria…o BMW; o Audi; etc.; a scelta. Ma poi come si fa?! Solo loro devono avere il controllo dell’edilizia a Savona, anche in nero ovviamente. Infiltrazioni ‘ndranghetiane…a braccetto con quella made in Albania. W l’Itaglia!