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Ciangherotti accusa: “Vuoi le liste elettorali su computer? A Spotorno costa 62 euro”

Il consigliere provinciale: "Siamo sicuri sia costituzionale?"

Savona. “Bizzarra la vita amministrativa”. Il consigliere provinciale Eraldo Ciangherotti mette le mirino la decisione del commissario prefettizio del Comune di Spotorno di distribuire “a pagamento” la copia delle liste elettorali.

“Il Comune di Spotorno, come Savona a detta del suo segretario generale dr. Silvano Ferrando, fornisce le liste elettorali ai candidati delle prossime amministrative come anche a qualunque altro cittadino interessato, a fronte del pagamento di una tariffa di 0.21 euro a foglio se richiesti su supporto cartaceo. Fin qui, nulla da dire anche se far pagare ben 400 delle vecchie lire una fotocopia sembra già discutibile. La cosa però acquista una nota tragicomica, quando si legge in delibera che il rilascio di copia liste elettorali, a mezzo supporto informatico, quindi con un semplice click, via email o su chiavetta usb, costa addirittura € 62,37. E il tutto diventa ancor più teatrale quando, a deliberare un atto simile, è addirittura il commissario prefettizio, la figura che dovrebbe garantire, super partes, la piena e gratuita accessibilità a chi si candida a fare politica senza porre ostacoli di alcun tipo e senza limitare in nessun modo la totale disponibilità degli strumenti per conoscere il territorio”.

“Ma non è finita qui – prosegue Ciangherotti – La questione mi è balzata agli occhi perchè, da consigliere provinciale, ho comunicato al mio presidente la mia disponibilità a vidimare le firme dei sottoscrittori delle liste per i candidati a sindaco nei comuni della provincia di Savona. In questo ruolo, la legge mi riconosce la funzione di pubblico ufficiale e, per maggiore serenità e scrupolo, ho contattato l’ufficio elettorale del Comune di Spotorno, chiedendo l’elenco degli elettori di quel Comune, proprio per poter verificare che chi si presenta a sottoscrivere le liste con un documento di identità valido da diverso tempo sia sempre iscritto nella lista degli elettori di quel Comune. Bene, mi ha detto il segretario Ferrando che anche io devo pagare al Comune la tariffa di 62.37 euro nonostante il ruolo istituzionale di pubblico ufficiale nell’autentica di firme. E a nulla è valso spiegare le mie ragioni”.

“Al telefono senza possibilità di ulteriore discussione, mi è stato risposto: ‘Per me consegnare quell’elenco elettori senza riscuotere soldi sarebbe peculato, da questo Comune non esce nulla senza aver pagato’. Ho un dubbio prima che il desiderio di fare polemica – conclude Ciangherotti – Siamo sicuri che davvero sia costituzionale, in vista delle elezioni, il pagamento di una tariffa ‘comunale’ sulla disponibilità dell’elenco pubblico degli elettori del Comune, quando questo viene consegnato su supporto informatico?”.

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