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Tari in consiglio comunale, Uniti per Garlenda affila le armi

I consiglieri di minoranza: "Più trasparenza anche sui contratti per gli appalti pubblici"

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Garlenda. E’ stato convocato per lunedì 11 aprile il Consiglio Comunale. Tra i punti all’ordine del giono c’è anche la determinazione delle tariffe TARI 2016.

L’amministrazione comunale è tenuta a riscuotere dai cittadini la copertura del 100% dei costi relativi al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e del loro trasporto e smaltimento. “Va da sé – sottolineano da Uniti per Garlenda – che dovrebbe essere di grande interesse da parte del Sindaco cercare di ottenere sempre le migliori condizioni economiche sul mercato per sgravare quanto possibile le cartelle esattoriali dei propri concittadini”.

Nei passati anni – nonostante il contratto di appalto fosse quinquennale ( stipulato il 01.02.2011 fino al 31.01.2016 ) e concordato a tariffa fissa ( euro 205.902 + Iva all’anno ) – i garlendini hanno visto lievitare le proprie cartelle Tari per spese che via via aumentavano: trasporto rifiuti fuori provincia, materiale ingombrante, smaltimento bidoni delle sagre, raccolta vetro, e tante altre voci. Il piano finanziario del 2016 preventiva una spesa di 278.683,64 euro.

“Tale contratto di raccolta nettezza urbana è scaduto il 31.01.2016 e tutti noi attendevamo condizioni migliorative con un nuovo bando per un sostanziale risparmio. E’ chiaro che l’amministrazione Pittoli – Navone era perfettamente a conoscenza che l’appalto era in scadenza ed avrebbe dovuto attivarsi con più solerzia per portare a termine un nuovo bando di gara. Nulla di tutto ciò è successo, ed a Gennaio 2016 l’Ufficio Tecnico del Comune di Garlenda ha dato corso ad una proroga tecnica riconoscendo un’ultrattività ad un contratto in scadenza, senza che la Giunta con un provvedimento giustificasse le cause della mancata conclusione della procedura di gara”, spiegano i consiglieri di Uniti per Garlenda.

“Le proroghe dei contratti pubblici assumono profili di illegittimità e di danno erariale poiché producono correlate distorsioni del mercato” afferma l’autorità Nazionale Anticorruzione ed anche noi riteniamo che la Giunta Garlendina abbia agito con grande inerzia violando i principi di legittimità e trasparenza della normativa degli appalti pubblici.
Perché Pittoli e Navone hanno deciso di prorogare un appalto? Non avrebbero fatto meglio ad indire un nuovo bando per un contratto di appalto di un solo anno, redatto con le stesse caratteristiche attuali del servizio di raccolta e smaltimento?  Sicuramente avrebbero ottenuto condizioni migliorative con beneficio di tutti i cittadini. A che servono scrivanie, computer e lauree se poi non si attiva la mente, non si prendono carta e penna e non si controllano le scadenze dell’appalto più costoso dell’anno? A che serve postare sui social le foto del Sindaco che pittura le ringhiere? Oppure che semina il prato del Castello? Avrà notato che manca l’impianto d’irrigazione automatico? Lo saprà che per la sistemazione delle aree esterne del Castello e del piano sottotetto i suoi uffici hanno emesso pagamenti per ben 847.200 euro?”, chiude così l’intervento Uniti per Garlenda.

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