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Spotorno, sul Puc Riccobene contro il commissario: “Deciderà la prossima amministrazione”

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Spotorno. Con una lettera nei confronti del commissario prefettizio di Spotorno il candidato sindaco ed ex vice sindaco Francesco Riccobene interviene sul Puc comunale, con al centro la variante proposta da una società privata, contenente la previsione di 15.000 metri cubi di edificato in area Maremma, in origine alberghiero, poi residenziale ed infine RTA.

“Non desidero entrare nel merito della questione, ritengo invece opportuno che un intervento di questa natura, uno dei più grandi degli ultimi anni, integrato come ipotesi nel nuovo PUC, possa e debba essere esaminato dal prossimo Consiglio Comunale che si insedierà nella prossima metà di Giugno. Sull’ipotesi, inoltre, sono state presentate osservazioni da parte di cittadini e associazioni che il Consiglio Comunale dovrà esaminare” afferma Riccobene.

“Ritengo, altresì, importante affermare il diritto dei cittadini ad essere informati su una questione che, a mio modesto parere, non può passare come una normale pratica urbanistica. Ho chiesto al commissario un incontro la settimana scorsa per poter discutere della questione prima, della convocazione della commissione edilizia. Mi è stato negata la possibilità, rimandando l’incontro al dopo commissione; mi è parso un atteggiamento non in linea con le prerogative pubbliche commissariali. Nella mia nota, inoltre, affermavo che “sarebbe stato quanto meno doveroso da parte Sua incontrare preventivamente i quattro candidati Sindaci per comprendere se da parte loro vi fosse l’unanime disponibilità a seguire un iter, che ora sembra essere una inspiegabile corsa contro il tempo del fine mandato istituzionale”.

“Inoltre, non è vero che la giunta Calvi avesse approvato la variante. Se fosse vera l’affermazione che viene attribuita al commissario, non vi sarebbe neppure stata la ragione di portare la pratica in commissione edilizia. Ciò che la giunta aveva approvato era soltanto il rapporto preliminare propedeutico all’avvio in Regione della procedura di Valutazione ambientazione strategica (VAS). Nient’altro”.

“La Regione, prima di procedere, ha chiesto al Comune l’adozione della variante urbanistica, atto di competenza del Consiglio comunale, ossia dell’organo politico per eccellenza, espressione della volontà popolare”.

“Comunque sia confermerò al commissario la mia assoluta contrarietà alla prosecuzione di un iter che deve restare nelle competenze consiliari a tutela dei principi democratici”.

“Inoltre, non credo sia gradito agli spotornesi sapere che si intenderebbe approvare un iter di tale natura a pochi giorni dall’inizio delle competenze ordinarie amministrative del commissario del 21 aprile. La questione fu già oggetto di un confronto acceso nella precedente amministrazione con il capogruppo di Spotorno 2.0 che sosteneva dapprima che l’amministrazione avrebbe dovuto contribuire finanziariamente alla realizzazione delle opere pubbliche concordate, con importo significativo, e, pochi giorni prima della caduta del consiglio al sindaco, che si sarebbe dovuto portare celermente in Consiglio Comunale l’approvazione del progetto”.

“Anche alla luce di tali eventi, il commissario avrebbe dovuto tenere un profilo di maggiore cautela, lasciando agli organi amministrativi futuri la scelta su come e in quali termini portare avanti la proposta, che tra l’altro non è più allineata con le previsioni del Piano Urbanistico Comunale sia in termini di destinazione dei volumi e sia per quanto riguarda le opere da realizzare per il Comune di Spotorno. Inoltre l’eventuale prosecuzione dell’iter, da parte del commissario, apparirebbe come il sostegno ad una della parti in campo, in un momento elettorale che, al contrario, esigerebbe un profilo istituzionale di neutralità” conclude Riccobene.

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